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I cani condividono le emozioni dei loro proprietari

(e chi l'avrebbe mai detto!)

Articolo tratto dalla Newsletter di Canine Health Concern di Aprile 2011

Il legame tra cani e proprietari potrebbe essere più profondo di quanto [loro] pensassero, secondo una ricerca che suggerisce che gli animali da compagnia potrebbero condividere le emozioni dei loro proprietari.

Quando gli animali sono posti in presenza di un essere umano che mostra emozioni forti, essi a loro volta producono una risposta emozionale simile. Questo hanno scoperto i ricercatori.

La scoperta potrebbe gettare luce su come il comportamento di branco dei cani si sia adattato al mondo moderno.

La ricercatrice biomedica d.ssa Karine Silva, dell'università di Porto, dice che i cani possiedono persino alcune abilità sociali di tipo umano che gli scimpanzè, i nostri parenti più stretti, non posseggono.

In un suo scritto pubblicato fra le "Biology Letters" della rivista Royal Society Journal, la dottoressa dice che la reazione degli animali va oltre la semplice imitazione dei proprietari, una reazione nota come "contagio emozionale".

Dice la d.ssa Silva: «Uno studio dimostra che gli animali da compagnia, e in particolare i cani, mostrano "agitazione" proprio come i bambini quando i membri della loro famiglia mettono in scena situazioni di disagio; questo suggerisce fortemente una "preoccupazione simpatetica"».

«Inoltre, si è osservato che cani non addestrati possono essere sensibili alle emergenze umane e agire in maniera coordinata per ricercare un aiuto, cosa che, se vera, suggerisce la capacità di valutazione empatica».

I ricercatori sostengono che vi siano tre ragioni principali per cui i cani mostrano empatia per gli uomini.

I moderni animali da compagnia derivano dai lupi, che sono animali altamente sociali e che si impegnano in attività collaborative e hanno sviluppato l'empatia verso altre specie animali. Inoltre, modificazioni biologiche intervenute nel corso della domesticazione significano che la loro empatia verso l'uomo è stata raffinata nel corso di generazioni.

E la diversificazione e selezione delle razze per compiti lavorativi sempre più complicati, come radunare il bestiame o andare a caccia, hanno portato a una comprensione sempre più precisa della comunicazione emozionale umana.

I ricercatori dicono che, nonostante le ricerche siano limitate, essi ritengono che la capacità dei cani di contagio emozionale e forse di una certa elaborazione mentale degli stati emozionali umani è sostenuta sia da dati aneddotici che sperimentali.

La d.ssa Silva e i suoi colleghi affermano: «Curiosamente, lo sbadiglio contagioso è stato correlato, negli esseri umani, ad elevati livelli di empatia, con alcuni studi che suggeriscono che esso condivida una base evolutiva comune con l'auto-consapevolezza e la capacità di valutazione empatica».

Affermano anche che la ricerca sulle capacità empatiche dei cani è particolarmente importante per prendere decisioni relativamente ai nostri obblighi nei loro confronti.

Proseguono i ricercatori: «Chiaramente, sono necessarie ulteriori ricerche per analizzare le componenti emozionali e cognitive che potrebbero essere coinvolte in quello che sembra un comportamento empatico del cane verso l'uomo».

Aggiungono: «I cani vengono sempre più coinvolti in attività umane e ulteriori studi sono di importanza cruciale se dobbiamo soddisfare specifiche esigenze.

Per esempio, sarebbe importante condurre dei test rigorosi sui cani terapeuti che sembrano "assorbire" le emozioni dei pazienti, e che hanno bisogno di massaggi e altri interventi di rilassamento dopo gli incontri».

   
(traduzione di Elena Grassi)

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