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Cavallo atterrato: non deve (sempre) essere la fine

in che modo i guardiani di cavalli riescono a realizzare cose apparentemente impossibili

Articolo pubblicato la prima volta da "Natural Horse Magazine", aprile/maggio/giugno2013, vol. 15, issue 2, pag. 52-54

Sunny e Sandy: una brutta sorpresa

L'autunno si stava trasformando in inverno in Virginia. Le previsioni del tempo avevano annunciato la prima gelata, quella notte in cui Sandy Rakowitz, uscendo, trovò il suo castrone di 35 anni, Sunny, sdraiato immobile in una grossa pozza d'acqua che si era formata all'interno del pascolo. Sunny negli ultimi tempi aveva richiesto sempre più cure, come spesso succede nei cavalli anziani. Nell'attrezzarsi a fornire a Sunny assistenza terminale, il cuore di Sandy poco a poco si stava preparando all'addio. Era giunto il momento?

Sunny era vivo, ma non reagiva agli incoraggiamenti ad alzarsi. Se si impedisce a un cavallo di respirare coprendogli le narici per il solo tempo di una inspirazione, questi balzerà subito in piedi, se ne ancora la possibilità, ma Sandy non conosceva questo vecchio trucco dei veterinari e il suo veterinario non era rintracciabile. Sandy sapeva che avrebbe dovuto riscaldare Sunny se voleva che questi potesse rialzarsi. Cominciò a effettuare dei vigorosi "Tocchi alle Orecchie" secondo il metodo TTouch, che conosceva in quanto lei stessa è TTouch practitioner. Questi tocchi possono fare una grossa differenza quando si tratta di stabilizzare la temperatura corporea, il polso e la respirazione. Poi Sandy gli massaggiò il tronco e gli arti. Vedendo che Sunny ancora non si alzava, si procurò un buon numero di coperte calde.

I rigorosi sforzi di Sandy vennero premiati quando finalmente Sunny si rialzò dopo circa mezz'ora, un tempo che era sembrato un'eternità. Continuò a lavorare sul suo corpo e a cambiare le coperte, che nel frattempo asciugava in un'asciugatrice. Venne fuori che, dopo aver superato quel difficile momento e anche uno successivo in cui Sunny aveva smesso di mangiare e di bere per diversi giorni, il cavallo fu poi in grado di realizzare una completa svolta della propria salute, riprendere peso e vivere per un altro splendido anno e mezzo.

foto sunny e sandy

Jasper ed Helena: pronti per la lunga corsa

Jasper aveva 21 anni quando si ammalò gravemente dopo aver ricevuto la seconda dose di un vaccino West Nile. Helena Bresk scoprì solo più tardi che il fratello di Jasper, anch'egli un Morgan, era morto a causa di una reazione allo stesso vaccino. Helena era esperta sia nel lavoro di Linda Tellington Jones, sia nell'uso dell'omeopatia, e queste due cose, insieme ad altre, le furono molto utili per attraversare interi anni in cui Jasper continuò a mostrare crescenti problemi di salute tutti riconducibili ai postumi del vaccino. Nei primi 6 mesi Jasper presentava episodi di violenti tremori e improvvisa e grave zoppia all'una o all'altra delle zampe anteriori. Sviluppò orticaria e tumefazioni su tutto il corpo. A periodi perdeva l'appetito per lungo tempo, fino ad arrivare a perdere oltre 200 chili. Ebbe gravi episodi di coliche nel corso di diversi anni. Tali episodi mandarono Jasper diverse volte a terra e, se non fosse stato per la scoperta dei clisteri di caffè biologico, avrebbe forse potuto arrendersi alla serie di dolorosissimi attacchi. Inserendo nel retto circa 7,5 litri di caffè biologico diluito a temperatura corporea da una a due volte al giorno per molti mesi, Helena riuscì a far riprendere Jasper più e più volte. Quando il tempo era molto caldo, Jasper non riusciva ad assumere abbastanza acqua, quindi Helena lo idratava con clisteri di acqua fresca.

Helena era costantemente alla ricerca del mangime di più alta qualità che riuscisse a far accettare a Jasper, e per qualche tempo egli diede la sua preferenza a un integratore a base di olio di cocco. Eppure ci fu un inverno cui non sarebbe sopravvissuto se non fosse stato per l'idea di Helena di fare incetta di frutta e ortaggi dal vicino mercato dei contadini. Quando ignorava completamente il suo mangime e il fieno, Jasper divorava ancora con gusto non solo carote e mele, ma anche pere, pesche, susine, albicocche, biete, germogli, insalata verde, radicchio e foglie di barbabietola. Alcuni di questi ingredienti li riceveva trasformati in succo insieme ad aglio e zenzero, con l'aggiunta anche della polpa e delle fibre. Jasper si godeva la vita al pascolo con un altro cavallo suo amico, a volte portando a spasso Helena e le sue nipotine. Non si arrese alle sfide della vita fino all'età di 33 anni.

foto Helena e Jasper

Nicki e Brighthaven: dando una mano ogni volta che serve

Nicki era stata accolta presso il meraviglioso rifugio e hospice per animali di nome Brighthaven, in California, fondato da Gail e Richard Pope. Nicki festeggiò il suo pensionamento in compagnia di altri cavalli anziani, ricevendo ogni tanto, con gratitudine, trattamenti di reiki, chiropratica e agopuntura. Col tempo la sua artrite peggiorò al punto tale che non sempre riusciva a mettersi in piedi da sola. Un fatto che avrebbe rappresentato una sentenza di morte per quasi qualsiasi altro cavallo, a Brighthaven venne semplicemente affrontato con senso pratico. Controllare più spesso e anche a tarda notte o al mattino presto le sue condizioni, permetteva di accorgersi rapidamente di quando l'anziana cavalla si trovasse a terra impossibilitata ad alzarsi. All'età di 30 anni, Nicki imparò che era solo questione di aspettare un po' di tempo prima che qualcuno le desse una mano per tirarsi su, per poi tranquillamente procedere nella sua routine quotidiana. Nikki sopravvisse altri quattro anni prima di trapassare in maniera naturale in un regime di hospice.

I cavalli di solito non trascorrono molto tempo a terra. Essi hanno tre speciali strutture anatomiche (l'apparato di stazionamento, il meccanismo reciproco e il meccanismo di blocco dell'articolazione del ginocchio) che permettono loro di riposarsi anche stando in piedi. Un cavallo anziano che sa di avere difficoltà ad alzarsi se si mette a terra, può anche cominciare ad appoggiarsi contro i muri o gli steccati per avere un po' di sostegno extra. Il vantaggio di un cavallo che non si sdraia più a terra è che rimane pulito. Tuttavia, se un cavallo non riesce a sdraiarsi per settimane o anche mesi consecutivi, alla fine si sentirà molto stanco. Una volta che però comprende che potrà essere aiutato ad alzarsi, invece di sforzarsi per rialzarsi immediatamante può decidere di rimanere a terra a riposare più lungo per riguadagnare un po' di forze, se gli viene concesso abbastanza tempo prima di essere aiutato ad alzarsi.

nikki viene aiutata ad alzarsi

Quando il cavallo è atterrato: come aiutarlo

  • Fate in modo di conoscere i ritmi quotidiani del vostro cavallo nello sdraiarsi ed alzarsi, i luoghi e gli orari in cui di solito lo fa. Se avete dei dubbi, spazzolatelo e lucidatelo bene e poi fate caso quando presenta di nuovo paglia, fango o polvere sul mantello.
  • Anche installare una videocamera nell'area in cui trascorre la notte e controllarla dal vostro computer può essere di aiuto.
  • Cominciate a lavorare diligentemente nel sostenere la mobilità ai primi segni di irrigidimento delle articolazioni: integratori per le articolazioni, chiropratica, agopuntura, TTouch e trattamenti col laser possono tutti contribuire a mantenere mobile il vostro cavallo anziano.
  • Se trovate il vostro cavallo a terra con i piedi contro un muro, fate prima in modo di imbottire la zona dove si trovano gli occhi e la testa e anche quella in cui si troveranno una volta che il cavallo verrà girato. Poi avvolgete una corda attorno al nodello della zampa posteriore più prossima al suolo. Fate passare la corda sul corpo del cavallo e fatelo ruotare sulla schiena tirando la corda e facendo attenzione a spostarvi per tempo.
  • Nell'aiutare un cavallo atterrato, cercate sempre di ricorrere all'aiuto di un'altra persona. Una persone offre resistenza a una corda attaccata alla cavezza, l'altra stabilizza con una buona presa sulla coda.
  • Se con il vostro cavallo riuscite a instaurare una routine ben accettata di assistenza all'alzarsi in piedi, così come successe a Nikki, potete pensare di lasciare che il cavallo rimanga a riposare a terra su una soffice letteria per due-quattro ore prima di aiutarlo a rialzarsi.
  • In alcune zone rurali, i pompieri rispondono anche alle chiamate per rialzare un cavallo atterrato. Essi avvolgono una manichetta attorno al tronco del cavallo a mo' di pettorina per poi sollevarlo.

Se il vostro cavallo è rimasto a terra più di 48 ore e non si trova nel normale processo attivo della morte, è di assoluta importanza torvare un modo per rimetterlo in piedi e continuare a sostenerlo nel rimanere eretto. È un'ispirazione sentire l'incredibile storia di Scimitar, noto anche come "Bunny" (che è anche sotto forma di filmato, www.saving-bunny.com), un castrone arabo di due anni che, grazie agli incessanti sforzi dei suoi custodi, si riprese da un incidente che lo aveva lasciato impossibilitato ad alzarsi. Mentre "Il cuore di un cavallo" dimostra che ci sono eccezioni ad ogni regola, i cavalli in generale non tollerano di restare a terra per lunghi periodi di tempo. Non solo sviluppano rapidamente piaghe della pelle, ma tendono anche alle coliche, sviluppando difficoltà respiratorie e, in generale, entrando in una condizione di disagio. Potete trovare delle istruzioni online su come realizzare un'imbracatura per un cavallo a questo indirizzo: www.ehow.com/how_8499158_make-sling-horse.html. Se per rialzare il cavallo dovete ricorrere a un trattore o un montacarichi a forcella, potrebbe essere meglio ottenere l'assistenza del veterinario che gli inietti un sedativo per tenerlo calmo.

Avete scoperto qualcosa che funziona per salvare la vita al vostro cavallo quando invece si pensava che l'eutanasia fosse l'unica soluzione? Per favore, condividete la vostra storia con noi: spiritsintransition@verizon.net

Ella Bittel   link scheda autore
(traduzione di Elena Grassi)

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