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Comprendere le fasi della morte
all'interno della teoria dei cinque elementi

Intervento di Ella Bittel al secondo Simposio Internazionale per l'Hospice in Veterinaria, Davis, California, 2009

In un momento in cui l'eutanasia è il modo prevalente di affrontare le sfide che i nostri compagni animali possono incontrare verso la fine della loro vita, molti di noi non hanno mai avuto la possibilità di familiarizzare con il modo in cui la morte avviene quando lasciamo che essa si svolga secondo i propri tempi mentre l'individuo morente riceve tutte le cure palliative del caso.

Questo può essere vero anche per i professionisti, dato che la maggior parte dei veterinari e dei tecnici veterinari non ha mai ricevuto alcuna formazione nell'assistenza terminale agli animali. L'autrice dovette attendere di trovarsi con il proprio cane morente per rendersi conto che la sua formazione veterinaria, tanto quella convenzionale quanto quella complementare, non comprendeva alcuna informazione su come assistere gli animali durante il processo di morte.

Ciò che non conosciamo, facilmente è fonte di paura e questo è particolarmente vero quando si tratta di un argomento con una carica emozionale forte come l'affrontare la morte dei membri a quattro zampe della nostra famigila. Quando è il momento di prendere decisioni di vita o di morte riguardo a un essere amato, però, la paura non è certo una buona guida.

Nel suo libro "Sacred Passages", Margaret Coberly, un'infermiera professionale con un particolare interesse per l'hospice, afferma: «La mancanza di informazioni e la paura che sono state generate dalla nostra inclinazione culturale a negare la morte possono essere ridimensionate attraverso uno studio a mente aperta degli insegnamenti sulla morte della tradizione buddista tibetana. La teoria della dissoluzione degli elementi ci offre una strategia fattibile per interpretare il corso di una traiettoria di morte. Può essere utilizzata come guida e in quanto tale può eliminare parte della confusione che deriva dal non sapere cosa succederà dopo»(1). La descrizione delle fasi della morte riportata di seguito è basata sul libro della Coberly, dato che l'autrice di questa presentazione ha trovato quelle informazioni, indipendenti da qualsiasi orientamento religioso o spirituale, utili anche per guidare chi assiste il proprio animale nel trapasso.

Questa presentazione propone al pubblico di considerare la morte nel naturale contesto delle stagioni che attraversiamo nella vita, e spiega il processo di morte come una dissoluzione graduale dei cinque elementi, favorendo così la comprensione del fatto che il più delle volte la morte non avviene in un momento, ma è bensì un processo.

Nella Medicina Tradizionale Cinese, uno dei modi per interpretare le interconnessioni tra un individuo e il suo ambiente è basato sul modello dei cinque elementi, sviluppato tramite un'acuta osservazione del modo in cui le cose funzionano in natura. Questo modello ci permette di comprendere la disposizione fisica e psicologica di un individuo in termini di punti di forza e debolezza, e può essere utilizzato per capire come riequilibrare nel modo più efficace un individuo in caso di malattia. Esso illustra anche come, nelle stagioni che si susseguono nel corso dell'anno, si rifletta l'intero ciclo della vita, incoraggiandoci ad abbracciare la morte come parte della vita stessa.

Le informazioni qui contenute vengono offerte a coloro che potrebbero trovarle utili nel momento in cui assistono un animale amato al termine della sua vita, e intendono spronare a un ulteriore approfondimento di quell'arte rappresentata dall'hospice.

Anche se, con il sostegno e le abilità opportune, è spesso possibile per l'animale morire pacificamente secondo i propri tempi, non è possibile predire se questo sarà fattibile per un individuo in particolare. Rimaniamo grati per l'esistenza dell'eutanasia come opzione, per esempio nei casi di dolore incontrollabile, ma desideriamo anche sottlineare che, contrariamente a quanto comunemente si pensa, il morire non è necessariamente un processo doloroso.

«Tutto procede, tutto si espande, niente crolla,
e morire è diverso da ciò che ognuno ritiene, e anche più bello.»
Walt Whitman

Le stagioni della vita

I cinque elementi su cui è basata la teoria cinese dei cinque elementi sono Legno, Fuoco, Terra, Metallo e Acqua. Ogni elemento è correlato con molteplici caratteristiche, come certi colori, alimenti, sapori, persino emozioni e suoni, ma anche una specifica stagione dell'anno, che a sua volta può essere vista in relazione con le fasi che attraversiamo nella vita.

L'elemento LEGNO è collegato alla stagione della primavera, e nella vita rappresenta la sua prima parte, cominciando con la nascita, attraversando l'infanzia e arrivando fino all'adolescenza.

L'elemento FUOCO è collegato alla stagione dell'estate e alla parte centrale della vita, priva di preoccupazioni.

L'elemento TERRA è oggi visto in relazione alla fine dell'estate, o estate indiana, ma originariamente rappresentava tutte le transizioni, i cambiamenti che avvengono quando una stagione si trasforma nella successiva.

Le transizioni e i periodi di cambiamento sono particolarmente difficili per la nostra salute. Un esempio di questo sono i molti raffreddori che insorgono proprio quanto l'inverno si trasforma in primavera.

Anche sul piano emozionale, i momenti di cambiamento rappresentano momenti di difficoltà, come morire una piccola morte, quando ci lasciamo alle spalle ciò che eravamo e ci trasformiamo in qualcosa di nuovo. Nella vita quotidiana, esempi di questi momenti di transizione sono per esempio il passaggio dall'adolecenza all'età adulta o, per i genitori, il momento in cui il figlio o la figlia lasciano la casa paterna per andare a vivere da soli. Perdere un lavoro, divorziare, o anche il solo sentirsi feriti dalle parole di qualcuno sono tutti momenti di trasformazione, piccole morti.

Elizabeth Kuebler-Ross, una psichiatra di origini svizzera che fu una pioniera dello sviluppo dell'hospice in campo umano negli Stati Uniti, osservò che il modo migliore per prepararsi per la morte finale è di affrontare con consapevolezza le "piccole morti" che la vita continuamente ci propone (2).

L'elemento METALLO è collegato alla stagione dell'autunno, allungandosi tra il cielo e la terra mentre le foglie cadono. È il tempo del raccolto, in cui si valuta ciò che è stato o non è stato durevole, e rappresenta il momento della vita in cui si verifica il processo della morte. Di conseguenza, l'emozione associata con l'elemento metallo è il lutto, il suono è il pianto.

E rimane ancora un'altra stagione, l'inverno, collegata all'elemento ACQUA. L'inverno viene prima della primavera, e rappresenta il momento del concepimento. Ma l'inverno viene anche dopo l'autunno, cioè dopo la morte, ed è il momento della conservazione, in cui si serba il potenziale dei semi.

Si potrebbe dunque dire che, all'interno del modello dei cinque elementi, tutta la vita viene vista come un ciclo continuo che continua a ripetersi: come la nascita inevitabilmente porta verso la morte, la morte a sua volta porta verso una nuova vita.

«...come le stagioni tu sei..., e anche se nell'inverno neghi la tua primavera, la primavera, nascosta dentro di te, sorride sonnolenta e non si sente offesa.»
Khalil Gibran, Il Profeta

Le fasi del morire

Durante tutte il periodo dell'hospice, un individuo morente richiede cure specialistiche. Anche se sappiamo che l'animale si trova in una condizione terminale, questo periodo di cura è comunque qualcosa di diverso da ciò che avviene nel momento in cui si ha la chiusura di tutte le funzioni del corpo, momento che viene definito "processo attivo del morire". Il processo attivo del morire di norma richiede minuti o ore, ed è quello con cui vogliamo prendere familiarità di seguito.

Anche se ciascun processo di morte è altamente individuale, esistono caratteristiche comuni che possono servire da mappa per comprendere a quale stadio del processo di morte l'individuo si trovi e che tipo di sostegno può essere richiesto in quel momento del viaggio.

Per esplorare le fasi del processo di morte, ci rivolgeremo a un altro modello dei cinque elementi, questa volta proveniente dalla tradizione tibetana. Considerando che le società cinese e tibetana erano geograficamente del tutto isolate al momento in cui questi modelli vennero creati, è intrigante osservare quanto simili essi siano. Anche nel sistema tibetano abbiamo gli elementi terra, acqua e fuoco, ma gli altri due sono l'aria e lo spazio.

Tradizionalmente, i tibetani considerano il processo di morte come l'opposto del processo di creazione sul piano materiale. Si ritiene che qualsiasi manifestazione sul piano fisico cominci il proprio processo di creazione nella dimensione sottile, non-fisica, degli elementi. Questo si comprende facilmente se pensiamo che ogni cosa che vediamo attorno a noi in una stanza, per esempio, l'edificio, il tappeto, il mobilio e ogni decorazione, sono stati l'idea di qualcuno prima di essere fabbricati. Durante il processo di morte, allora, ogni cosa sostanziale ritorna sul piano sottile, l'insostanziale, il livello non-materiale. Secondo la descrizione, questo processo avviene in otto fasi, chiamate fasi di dissoluzione. Le prime quattro fasi riguardano quello che normalmente chiamiamo il processo fisico del morire. Le ultime quattro riguardano stadi di dissoluzione degli stati mentali (come rabbia, paura, dolore) e si verificano nei primi giorni che seguono il cessare del battito cardiaco.

In questa presentazione ci occuperemo solo delle prime quattro fasi della dissoluzione, quelle che riguardano gli aspetti fisici del morire. Osserveremo le caratteristiche delle diverse fasi che riguardano i segni fisici esterni che si possono osservare e le esperienze interiori del morente che sono state descritte nell'hospice, anche in riferimento alle cure da apportare.

Il processo attraverso il quale il corpo porta a termine tutte le sue funzioni può verificarsi con vari livelli di agio e, proprio come il processo della nascita, può comportare anche un certo livello di disagio, tuttavia solitamente inferiore rispetto a quello sperimentato durante la nascita o durante gravi malattie nel corso della vita. La volontà di continuare a vivere per tutto il tempo che rimane a disposizione sembra comunque rimanere presente nella maggior parte degli animali come nelle persone.

Prima fase: l'elemento Terra si dissolve

L'elemento Terra è rappresentato nelle parti più solide del corpo umano: le ossa, i denti, le unghie, ma anche i muscoli e la pelle. Via via che l'elemento terra si dissolve, il corpo diventa, in senso letterale, "meno solido", attraverso una perdita di peso, che può verificarsi anche se l'animale continua a mangiare con appetito. L'aspetto pelle e ossa, tipico di un animale molto anziano o con una malattia terminale, può attirare l'attenzione delle persone che non hanno familiarità con l'hospice. Se per esempio un vicino di casa manifesta preoccupazione relativamente alla situazione, può essere utile mostrare, unitamente a un'opportuna spiegazione sulle specifiche condizioni dell'animale in questione, un documento firmato dal veterinarioo curante che certifichi che l'animale sta ricevendo tutte le cure del caso.

Un modello di tale documento è disponibile gratuitamente sul sito www.spiritsintransition.org.

È in questa fase che può cominciare la perdita di appetito. Questo di solito non rappresenta un disagio per il morente, tuttavia immancabilmente preoccupa i parenti, che non sanno cosa implichi il processo di morte; di solito confondono la perdita di interesse per il cibo con il morire di fame. Un corpo morente semplicemente non sa cosa farsene di un carburante da utilizzare per un futuro che non ci sarà. Non per questo il morente perde la volontà di continuare a sperimentare tutto ciò che sta avvenendo (3).

Quando la perdita della forza muscolare diventa evidente, chi si prende cura dell'animale dovrà accertarsi che la testa dell'animale sia sempre ben posizionata. Gli occhi potrebbero rimanere mezzi aperti o completamente aperti. Per questo motivo, è meglio mantenere un livello di illuminazione basso. Anche se è possibile ricorrere a una soluzione salina per mantenere umidi gli occhi, questo spesso non è necessario e può rappresentare più un disturbo che un conforto per il paziente. Le persone morenti riferiscono che le coperte danno una sensazione di peso sul corpo. Uno dei modi per tenere caldo l'animale, oltre ad aumentare la temperatura della stanza, è, invece che coprirlo direttamente con una coperta, di distendere la coperta sopra un tavolino, sotto il quale disporre l'animale.

Quando la fase dell'elemento Terra arriva a conclusione, la funzionalità dei muscoli è al minimo e l'individuo morente non è più in grado di alzarsi. A meno che il processo si prolunghi per un tempo insolitamente lungo o che risulti utile per facilitare la respirazione, non è più necessario a questo punto girare l'animale come consigliato nel caso di animali allettati nel corso della vita, per mantenerli a proprio agio.

Seconda fase: l'elemento Acqua si dissolve

L'elemento Acqua è rappresentato nel corpo attraverso i suoi aspetti fluidi, come l'urina, la saliva, il sangue e la linfa. Quando l'elemento Acqua si dissolve, i fluidi del corpo si prosciugano. Potremmo vedere schiuma sui denti e sentirci inclini ad inumidire delicatamente la bocca con un tampone di cotone bagnato.

Sebbene possa succedere già nella fase della Terra, nella fase dell'Acqua il morente può ritirare la propria attenzione dall'ambiente che lo circonda. L'animale potrebbe non ascoltare più il suo nome o non mostrare più interesse per quello che succede attorno a lui. Anche se alla vista potrebbe sembrare che non stia più succedendo gran che, è probabile che il morente stia attraversando ricche esperienze interiori. Nell'hospice umano, questo è il momento in cui il morente riferisce di essere entrato in contatto con amici o parenti deceduti, un fenomeno ben noto su tutto il pianeta, indipendentemente dalla razza, dal background sociale e scolastico, o dai farmaci impiegati.

Qualche parola sull'idratazione: anche se, in campo medico, veniamo formati a garantire che il paziente rimanga sempre ben idratato, durante l'hospice arriva un momento in cui somministrare fluidi non aumenta più l'agio del paziente, bensì allunga il processo di morte. Quando la capacità del corpo di elaborare i fluidi declina, i fluidi somministrati possono accumularsi in luoghi indesiderati e causare edemi o interferire con una respirazione libera. Di fatto, sappiamo dai morenti che la disidratazione, durante queste ultime ore e minuti di vita, può determinare una ridotta sensibilità al dolore, tanto che alcuni pazienti non hanno più bisogno degli antidolorifici.

È nella fase dell'Acqua che avviene – se avviene – il fenomeno del "canto del cigno". Se si è in grado di riconoscere il fenomeno per quello che è, è un bel dono vedere l'animale improvvisamente riprendere i sensi e l'interesse per l'esterno che sembrava avere perduto. Un cane non più in grado di alzarsi da solo improvvisamente riprende a camminare; un gatto che non ha avuto fame per giorni all'improvviso potrebbe richiedere un pasto abbondante. Questo ultimo sforzo orchestrato dal corpo per esaurire tutte le forze che gli rimangono entro un breve tempo ma al massimo livello funzionale possibile, può portare le persone che non hanno familiarità con questo fenomeno a credere che l'animale, dopo tutto, non stia morendo. Invece, morirà, di solito rapidamente e facilmente, dopo aver generosamente speso le ultime forze vitali tutte in un colpo.

Terza fase: l'elemento Fuoco si dissolve

L'elemento Fuoco si esprime nel corpo come ciò che gli permette di mantenere il calore interno e il metabolismo. Quando questo elemento si dissolve, il calore del corpo diminuisce, cominciando spesso dalle estremità, ma si esprime anche con l'emissione di aria fredda dal naso.

Le capacità digestive diminuiscono, cosa che risulta meno evidente in quegli animali che già avevano perso l'appetito e non erano stati obbligati ad assumere cibo che non desideravano; altri possono mostrare diarrea, rigurgiti o semplicemente avere un'ultima evacuazione. La respirazione si trasforma, con inalazioni brevi ed esalazioni sempre più lunghe.

È importante continuare a mantenere l'ambiente calmo e tranquillo e non ci si deve attendere che il morente risponda ancora al suo nome.

Quarta fase: l'elemento Aria si dissolve

Quando si dissolve l'elemento Aria, o Vento, il segnale esterno più evidente consiste nel respiro, con l'acutizzazione del processo già delineato nella fase precedente, fino all'ultimo respiro. Questa fase spesso è piuttosto breve, e può essere accompagnata da movimenti a scatto degli arti o movimenti di allungamento del corpo, tipicamente con la schiena e il collo che si inarcano leggermente portando la testa indietro.

Ciascuna delle fasi tende a essere più breve di quella che l'ha preceduta. La fase dell'elemento Terra può richiedere giorni o ore; la fase dell'elemento Aria pochi minuti.

La morte è una questione individuale

Esistono infinite "variazioni sul tema". Singole fasi possono essere "saltate" o non risultare evidenti, ed è possibile che un animale raggiunga una certa fase mai poi si riprenda e continui a vivere ancora per alcune settimane o mesi, a volte anni. Come mostrano le statistiche della NHPCO (Organizzazione Nazionale per l'Hospice e le Cure Palliative) sulle "dimissioni in vita", questo avviene anche in campo umano (4).

Eric Clough, veterinario, è stato uno dei primi pionieri nella professione veterinaria che, circa trent'anni fa, cominciò dimessamente a esplorare l'opzione dell'hospice nelle sue cliniche e a promuoverla tra i colleghi (5). Clough affermò: «La morte non è un fallimento, non è un problema da risolvere, bensì una parte della vita che può essere esplorata pienamente»(6).

Molti temono che la morte sia dolorosa. Normalmente non è così, a meno che l'animale o la persona non soffrissero già da prima di una condizione dolorosa. L'hospice, in campo umano, è fortemente focalizzato sul controllo del dolore e quindi è in grado di essere molto più efficace nel controllarlo rispetto ai servizi di un medico generico. Per fortuna, anche in campo veterinario sta cominciando a essere più diffusa una conoscenza più approfondita del controllo del dolore. La IVAPM, l'Accademia Veterinaria Internazionale per il Controllo del Dolore, facilita ai propri membri il reperimento di informazioni tra i colleghi quando si è impegnati a migliorare il controllo del dolore in un caso specifico.

Richard Timmins, veterinario, ex presidente dall'Associazione Americana dei Veterinari per il Legame Uomo-Animale e attualmente professore di comunicazione per gli studenti della Scuola di Medicina Veterinaria dell'Università di California a Davis, la vede in questo modo: «I veterinari sono diventati molto veloci nel consigliare l'eutanasia quando la morte è imminente, di solito a partire dal desiderio di evitare la sofferenza. Tuttavia, le nuove opzioni disponibili nel controllo del dolore dovrebbero motivare una tregua in questo modello di ragionamento. Il movimento dell'hospice in campo umano ha dimostrato che ci sono molti benefici, sia per il paziente che per i membri della famiglia, se il paziente, sottoposto a un opportuno controllo del dolore, può trascorrere gli ultimi giorni o ore di vita a casa propria, in compagnia dei familiari e degli amici che gli vogliono bene. Questo è indubbiamente vero anche per gli animali morenti e per i membri delle loro famiglie umane. I veterinari che offrono servizi di hospice trovano che sempre più clienti sono grati di poter scegliere questo approccio. Si tratta di una naturale evoluzione dei servizi che i veterinari offrono a beneficio della società e del benessere animale» (7).

Citazioni:

(1) Coberly M. (2002) Sacred Passages [Passaggi sacri], p. 81, Boston, MA, Shambala Publications.

(2) Eden D. (1998, 2008), Energy Medicine [Medicina energetica], p. 224, New York, Tarcher/Penguin.

(3) Bittel, E. (2008). Quality of Life, Quality of Death [Qualità della vita, qualità della more] , The Latham Letter, Fall 2008, Vol. XXIX, Number 4, p. 14, Alameda, CA, The Latham Foundation. [Questo articolo è presente, in traduzione italiana, su questo stesso sito].

(4) National Hospice and Palliative Care Organization (2008). NHPCO Facts and Figures: Hospice Care in America [Fatti e dati: l'hospice in America], p. 4, Alexandria, VA.

(5) Marocchino, K. (2008) Veterinary Hospice Care: Its History and Development [L'hospice in veterinaria: la sua storia e il suo sviluppo], The Latham Letter, Fall 2008, Vol. XXIX, Number 4, p. 8, Alameda, CA, The Latham Foundation.

(6) Clough, E. and J. (1997), Helping Clients Say Good-Bye, Hospice Care for Pets [Aiutare i clienti a dire addio: l'hospice per gli animali), pagina 1 di 15.

(7) Timmins, R. (2008), A Family Veterinarian's Perspective on the Human-Animal Bond and Hospice Care-Giving [La prospettiva di un veterinario di famiglia sul legame uomo-animale e l'hospice]. The Latham Letter, Fall 2008, Vol. XXIX, Number 4, p. 16, Alameda, CA, The Latham Foundation.

Ella Bittel    link scheda autore
(Traduzione di Elena Grassi)

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