homepage bottone homepage corsi online
Link Chi siamo Link altre attività link articoli e approfondimenti link affinità Link contatti
Link pagina Eventi ./ Link catalogo per collane Link pagina newsletter
Articoli

 

È un bene essere oggetto di invettive?

Articolo di Catherine O'Driscoll tratto dalla newsletter dell'associazione Canine Health Concern, Primavera 2015

Per la prima volta in quindici anni hanno inveito contro di me durante una conferenza, la scorsa settimana. Penso sia successo perché ho tirato fuori delle nuove informazioni che per il pubblico è difficile digerire – proprio come fu difficile per il mondo cinofilo nel 1984 quando andavo dicendo che non è necessario vaccinare tutti gli anni, e che i vaccini possono danneggiare la salute.

Viene chiamata "dissonanza cognitiva"; significa che quando vai a sfidare le convinzioni più profonde di una persona, questa persona può arrabbiarsi con te. Non sono sicura del perché alcune persone presenti alla conferenza abbiano detto che trovavano il tutto interessante e affascinante, mentre altre lo hanno trovato così minaccioso – o noioso – tanto da interrompere la conferenza; e addirittura tre donne sono andate via vociferando, e più tardi hanno chiesto il rimborso del biglietto.

Durante la conferenza ho presentato delle nuove informazioni perché negli ultimi due anni ho svolto ricerche per un nuovo libro. Mentre per diversi anni ho tenuto conferenze quasi sempre uguali, che non causavano più grave costernazione al giorno d'oggi, in quanto è già stato dimostrato che ho ragione, questa volta nel discorso si sono infiltrate informazioni provenienti dal nuovo libro. Credo sia stato questo a mettermi nei guai.

Il nuovo libro si intitola "The Tip of the Needle" [La punta dell'ago, N.d.T.]. L'ho intitolato così perché, dietro all'ago delle vaccinazioni, c'è un'intera fiala di politica, economia, propaganda e altro materiale decisamente inquietante.

Il mio dilemma è: c'è proprio bisogno di conoscere questo materiale inquietante? Devo proprio sobbarcami l'onere di comunicare alla gente questo materiale inquietante?

La domanda che ha guidato il libro era: già negli anni anni 1970, il dr. Ron Schultz ha stabilito una verità scientifica: che non abbiamo bisogno di vaccinare i nostri cani ogni anno. Quindi, perché i veterinari e i produttori di vaccini, e persino i nostri governi, non mettono fine alle vaccinazioni annuali?

Ho posto questa domanda perché, logicamente, se fosse solo una questione di ascoltare la verità e agire di conseguenza, allora la vaccinazione annuale sarebbe terminata quattro decenni fa. Ma allora, perché non è stato così?

Si tratta davvero solo di denaro? E, se è così, che cosa hanno a che vedere con questa storia i nostri governi, dato che non ricavano soldi dai vaccini? Oppure, sì? I governi non dovrebbero emettere leggi e regolamenti per fermare la frode in corso?

Perché non lo fanno?

Per poter rispondere a queste domande, ho dovuto guardare ben oltre a quei cani che portiamo dal veterinario per una puntura di cui non hanno bisogno. Questo poneva un problema, perché un bel po' di persone, fra il pubblico, vogliono solo parlare del loro cane e di cosa dovrebbero fare col loro cane.

Ma per trovare delle risposte relativamente ai vaccini per cani, dobbiamo allargare lo spettro del nostro sguardo. Il settore dei vaccini umani fornisce delle risposte, e non solo in senso scientifico e tecnico. Ci fornisce delle risposte sulle motivazioni:

  • Perché i veterinari vaccinano quando non è necessario?
  • Perché i veterinari e i medici non sono informati sulle reazioni vaccinali?
  • Perché i produttori di vaccini vendono vaccini che non funzionano o che causano danni?
  • Perché i governi glielo lasciano fare?
  • Perché i governi ci mentono riguardo ai danni causati dai vaccini?
  • Perché così tanti studiosi e scienziati non dicono la verita?
  • Perché le associazioni animaliste e i gruppi per i diritti degli animali non dicono la verità?
  • Perché i miliardari sono saltati sul treno dei vaccini?
  • Perché i super-ricchi ci vogliono rendere più poveri? (sì, anche questo è correlato coi vaccini)
  • Perché la questione dei vaccini non è principalmente una questione di salvare delle vite?

La conclusione a cui giungo, beh, è semplicemente la punta dell'ago, da cui il titolo del libro.

Io credo che, una volta che puoi dare un nome a una cosa, questa cessa di avere potere su di te. Se vogliamo vivere al sicuro e tranquilli le nostre vite nelle nostre casette... se vogliamo avere anche solo un'opportunità di farlo... allora dobbiamo dare un nome a ciò che sta succedendo, e liberarcene. Soprattutto, non possiamo dargli un nome solo per noi stessi. Dobbiamo farlo l'uno per l'altro, perché, se non lo facciamo, nessuno di noi ha la possibilità di combattere. Tutto questo mi ha profondamente depresso – ma forse la verità può davvero renderci liberi? Senza di essa, mi sembra che siamo tutti prigionieri del controllo di altre persone, facendo azioni che non sono nel nostro migliore interesse, semplicemente perché qualcuno ci ha detto di farle.

Quindi, è un bene essere oggetto di invettive? A un livello personale, no. Non è molto bello. A livello umanitario, però, penso che dobbiamo continuare a diffondere la verità per il bene degli altri esseri umani oltre che per quello dei nostri cani.

Il libro non è ancora stato pubblicato, ma io, in prima persona, ne sono stata profondamente influenzata. La mia speranza è che anche altri lo siano, e che si alzeranno in piedi per farsi sentire. In questo modo, i nostri cani non dovranno morire invano e animali ed esseri umani non moriranno invano in futuro.

Si sta sta soli là fuori sul fronte. Devo ammettere che non sono certa di voler essere nuovamente l'obiettivo della rabbia degli altri. Ma credo onestamente che se riusciamo a far arrivare queste informazioni al grande pubblico, allora possiamo rendere il mondo un posto migliore per uomini e animali.

Un aspetto positivo è che, se ho provocato una tale reazione spropositata solo rivelando una piccola parte della storia che sta dietro a The Tip of the Needle, allora forse queste informazioni faranno la stessa differenza che fece a suo tempo il mio primo libro sui vaccini, o magari anche di più.

Catherine O'Driscoll   link scheda autore

Vai all'elenco degli articoli
Torna alla link homepage Torna in link alto