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Vaccinazioni e immunizzazioni da un punto di vista energetico

Articolo tratto dalla Newsletter di CHC, Ottobre 2011

Il dr. Pollak, medico veterinario, ci ha dato il permesso di pubblicare nella nostra newsletter un altro dei suoi grandi articoli. In esso egli esprime un punto di vista molto profondo sugli effetti della vaccinazione.

La vaccinazione è destinata ad inoculare materiale antigenico, di solito attraverso metodi innaturali, per indurre l'immunizzazione. L'immunizzazione consiste in una serie di reazioni biologiche da parte del vaccinato, tali da creare una protezione che non era presente prima della vaccinazione.

Il concetto di vaccinazione è basato su un meccanismo inizialmente compreso dall'omeopatia. In questo sistema di rimedi, "il simile cura il simile": si inserire nel sistema biologico una malattia artificiale a breve termine (un rimedio), rimuovendo così temporaneamente una situazione più a lungo termine entro la quale erano emersi i sintomi. La teoria sostiene che questa malattia a breve termine leggermente più potente aiuti il sistema biologico a tutti i livelli nel potenziare la propria risposta alle mutate condizioni di vita. I sintomi di malattia sarebbero il sotto-prodotto di una reazione insufficiente verso una minaccia verso il sistema che viene percepita a un qualche livello.

La vaccinazione non conferisce l'immunità. La vaccinazione può causare l'espressione di una pre-esistente immunità in termini di titoli anticorpali osservabili, oppure può stimolare le capacità immunitarie latenti del sistema biologico, e quindi rendere possibile una risposta più rapida ed efficiente in futuro. Un sistema immunitario sano non ha bisogno della vaccinazione, dato che è capace, ed in attesa, di svolgere le proprie funzioni anche in risposta a un disturbo di ordine minimale.

L'immunocompetenza è un sotto-prodotto della salute, e non viene conferita dalla vaccinazione.

La vaccinazione solitamente inocula l'organismo biologico desiderato, o qualche prodotto della sua fisiologia o struttura, per stimolare una risposta nel ricevente. Questa è isopatia (somministrare la stessa identica cosa), mentre l'omeopatia preferisce somministrare una sostanza o un'energia non correlata di cui si sia riscontrato che determina un insieme simile di sintomi. Il meccanismo logico della vaccinazione sta nel raccogliere il prodotto finale fisico di una immunità indebolita e usarlo per ricordare ad altri sistemi biologici quali siano le conseguenze di una precedente reazione immunologica insufficiente; sta diffondendo paura sotto la forma del prodotto di una incompentenza immunitaria.

Idealmente la vaccinazione, secondo le sue basi non fondate, cerca di utilizzare un indicatore di funzionamento immunologico indebolito (il microorganismo stesso o un suo sotto-prodotto) come mezzo per rafforzare il sistema immunitario. Questo è un procedimento non solo infondato ma anche spesso controproducente.

Di fatto, la vaccinazione agita, distorce e contribuisce a corrompere i sistemi immunitari meno competenti – proprio quelli che avrebbero bisogno di maggiore aiuto. Sul breve periodo, sembra che la suscettibilità a una certa malattia sia stata ridotta (placando la paura umana), mentre di fatto la paura trasferita è stata depositata più profondamente nel sistema biologico quale seme di future malattie croniche.

La vaccinazione, così come viene iper-uitlizzata oggi nella medicina veterinaria, aiuta ad alleviare la paura di una malattia acuta nel cliente (e nel veterinario) e la trasferisce sotto forma di malattia cronica nel paziente. Si ritiene che la professione veterinaria stia "proteggendo" gli animali, e per questo viene compensata monetariamente. Ma proteggere da cosa? Dove sono gli studi che dimostrano che gli animali vaccinati tutti gli anni sono maggiormente protetti dalla malattia (persino dalla malattia acuta contenuta nel vaccino stesso) rispetto a quelli vaccinati solo da cuccioli?

Le azioni motivate dalla paura propagano tale paura in molte forme. La paura della malattia è ciò che alimenta la malattia stessa. Questa paura è quella base energetica che porta un sistema immunitario a percepire certe sostanze come minacciose e a scatenare una risposta immunitaria contro materiali innocui come gli allergeni e le sostanze prodotte dal corpo stesso. Molto spesso è questa risposta stessa a essere la malattia (malattie autoimmuni, ndr). Ciò che scatena l'attacco è la paura di una possibile minaccia; un suicidio, a dir poco. Inoculare il prodotto finale di una disfunzione sotto forma di vaccinazione danneggia in molti modi quei sistemi che hanno più bisogno di essere sostenuti.

Gli esseri umani temono la malattia, gli animali la conoscono come restrizione transitoria, adeguandosi facilmente ad essa e lamentandosene molto poco. La malattia in quanto cosa reale a se stante non esiste per gli animali, poiché essi si trovano sempre all'interno del flusso della natura; però essi riflettono il modo in cui noi li vediamo.

Poiché il compagno animale è il destinatario di pensieri, emozioni e azioni umane, esso assorbe incondizionatamente tanto la paura quanto l'amore. La paura umana di malattie acute che si esprime nell'iper-vaccinazione immotivata può dare come risultato esclusivamente l'aumentare delle malattie croniche, dei fibrosarcomi e delle insufficienze renali allo stadio terminale – alcuni dei miglior indicatori di questo trasferimento di malattia.


(traduzione di Elena Grassi)

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