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Come gestire le emozioni
per poter essere di massimo aiuto per un animale morente

Articolo tratto dal sito di Sharon Callahan, per gentile concessione dell'autrice.

 

"Tutta la vita contiene sia gioie che dolori.
Noi vorremmo concentrarci sulle gioie e dimenticare il dolore,
ma quanto più utile è, spiritualmente, sfruttare ogni cosa
che incontriamo nella vita quale combustibile per il nostro risveglio"
Lama Surya Das

Quando un animale amato sta morendo, possiamo sentirci impotenti e inadeguati. Potremmo chiederci che cosa abbiamo da offrire in una tale situazione. Anche quando non c'è nient'altro da fare se non accettare il fatto che la morte è vicina, c'è molto che possiamo fare invece per aiutare l'animale attraverso la nostra presenza mentale, l'energia che amaniamo e il modo in cui influenziamo l'ambiente.

Accettazione

Possiamo riuscire, dentro di noi, ad arrivare al punto di accettare la situazione per ciò che è e non sforzarci di cambiarla. In momenti come questo è facile continuare a tenerci occupati correndo in giro alla ricerca di cure e risposte. È spesso più facile nasconderci dedicandoci a queste attività invece che lasciar andare ogni aspettativa e idea preconfezionata e rimanere con nulla a cui restare attaccati. Ma il punto nel quale non abbiamo più nulla cui rimanere attaccati è proprio il punto in cui possiamo realmente creare una profonda connessione spirituale con l'animale e con il processo stesso della morte.

Non è facile resistere alla voglia di cercare di controllare la situazione e aggiustare le cose. Queste attività, durante il processo di morte, sono basate sul rifiuto e non sull'accettazione della situazione in cui ci troviamo e possono gravare con un forte peso sull'animale e separarci da esso e dal processo che esso sta attraversando. L'animale trarrà beneficio molto maggiore dalla nostra accettazione della sua condizione, onorando il processo man mano che esso si svolge. Mentre noi facciamo questo, l'animale sarà in grado a sua volta di lasciarsi andare al processo e allora le cose potranno procedere molto più liberamente.

Vedere l'ordinarietà della morte

Nella nostra cultura occidentale vediamo spesso la morte come una malattia o una specie di errore. Anche se è di moda definire la morte come qualcosa che fa parte della vita, quando arriva l'ora ben pochi individui sono in grado di abbracciare veramente questo modo di vedere. Se consideriamo la morte dell'animale come una malattia che avrebbe dovuto essere curata o come uno sbaglio, anche l'animale proverà gli stessi sentimenti e quindi combatterà contro il processo di morte nel tentativo di guarire il nostro dolore. La morte è un evento naturale per tutti gli esseri viventi; esso non è una malattia o un errore. È molto più utile, e ci dà più potere, accettare la morte e le sue condizioni. Essa è una fase della vita difficile, trasformativa, ma normale.

Amore in presenza della morte

Quando accettiamo il fatto che stiamo per perdere qualcuno di prezioso per noi, spesso abbiamo la tendenza a chiuderci nell'anticipazione del dolore della separazione che ci aspetta. Rimanere presenti al fianco dell'animale ed esprimere il nostro profondo amore richiede grande coraggio e forza interiore. Ci richiede di essere disposti ad esprimere il nostro amore mentre sappiamo che il nostro caro animale sta per lasciarci. Quando l'animale morente si trova di fronte a un tale livello di amore ed accettazione e di rispetto per il processo della morte, non sarà trattenuto da quell'amore, bensì sostenuto, confortato e lasciato libero di andarsene al momento opportuno.

In un momento come questo non è facile essere coraggiosi. Le nostre emozioni probabilmente si muoveranno all'impazzata in ogni direzione. Quando emergono emozioni tumultuose, possiamo semplicemente scegliere di riconoscerle e poi di lasciarle andare nella luce dell'amore divino. In momenti in cui sperimentiamo emozioni molto intense, è utle prendersi una pausa, fare una passeggiata e radicarci.

Comunicare con l'animale in modo semplice e diretto

Lo stato mentale ed emozionale dell'animale può risultare alterato per via dell'età, della natura della malattia e dei farmaci assunti. Gli animali (e le persone) morenti tuttavia, sono molto più coscienti di quanto non appaia. Dovremmo sempre supporre che essi siano in grado di comprenderci, anche quando non reagiscono nel modo usuale. Quando l'animale è vicino alla morte, potrebbe sembrare totalmente assente, ma esso è in grado di ricevere le nostre comunicazioni e i nostri pensieri amorevoli. Parole semplici come "ti amo" oppure "mi mancherai", sono molto utili all'animale in questo stadio. Inoltre, le percezioni intuitive dell'animale sono notevolmente più acute in punto di morte, quindi le comunicazioni non verbali vengono captate con estrema facilità e rapidità. Per questo motivo, il nostro stato mentale e l'energia che proiettiamo avranno un grande impatto sull'animale, nel bene e nel male. È importante influenzare la situazione per il meglio, al massimo delle nostre possibilità. A volte, la cosa migliore è semplicemente restare con l'animale nella nudezza dell'esperienza.

Non "dare di matto"

Il modo in cui ci comporteremo, sia interiormente che esteriorimente, potrà aiutare l'animale oppure peggiorare il suo dolore, ostacolando il processo e il suo svolgersi. L'ambiente che creeremo attorno all'animale lo influenzerà profondamente e lascerà un'impronta durevole sulla sua anima. Se l'ambiente è caotico e sovraccarico emozionalmente, potrà rappresentare un ostacolo. Se invece è accogliente, pacifico e amorevole, lo sosterrà. Anche se è una cosa sana esprimere i nostri sentimenti spontanei, non è sano né di aiuto, portarli ad un'espressione estrema. Se davvero sentiamo che stiamo per perdere il controllo, la cosa migliore è tirarci da parte per un po', fare una passeggiata, meditare, fare visita a un amico. Potremo tornare al fianco dell'animale quando le nostre emozioni si saranno calmate e potremo di nuovo essergli di sostegno.

Affrontare dolore e sofferenza

Uno degli aspetti più difficili del prendersi cura di un animale morente è essere testimoni della sua eventuale sofferenza. Se l'animale soffre fisicamente, possono e devono essere somministrati dei farmaci antidolorifici. È importante tenere a mente che, a parte il dolore fisico, l'animale potrebbe soffrire sul piano emozionale se sente di doversi trattenere per voi o se percepisce che tra voi c'è qualcosa che non è stato portato a termine. Il lavoro di accettare la situazione presente e lasciare andare ogni attaccamento al passato spetta a noi. Questo processo interiore ci permetterà di stargli accanto con serenità dandogli espressamente e sinceramente il permesso di lasciarci.

Dare spazio al caos

Affrontare il processo di morte in modo sano e utile richiede una grande flessibilità. L'animale potrebbe sembrare riprendersi per qualche giorno e poi improvvisamente peggiorare. Proprio nel momento in cui ci stiamo abituando a questo, potrebbe riprendersi nuovamente e così di seguito più volte. Le cose possono oscillare da un estremo all'altro tanto da lasciarci con la sensazione di non avere alcun controllo. Le cose possono cambiare da un minuto all'altro. Potremmo chiederci se l'animale morirà o sopravviverà, se gli resta ancora molto o molto poco.

Nel mezzo di una tale confusione, il pensiero a cui tornare è semplicemente quello che siamo due amici che si amano e che condividono le incertezze del processo di morte. Vogliamo creare per l'animale un ambiente più pacifico possibile ma anche fare spazio per quei momenti in cui il processo non è afatto tranquillo. Un'atmosfera che dia spazio sia agli aspetti duri e difficili, sia a quelli belli e teneri, sarà più difficoltoso ma anche più onesto. Se affrontiamo la situazione con onestà alla fine dei conti proveremo anche maggiore pace.

Gestire i rapporti con gli altri

Quando un animale muore, è raro che possiamo tenere la relazione con l'animale solo per noi stessi. Spesso c'è un intero gruppo di persone con cui dobbiamo relazionarci, ed esse possono avere punti di vista, opinioni e bisogni differenti. Mariti, genitori, figli, amici, vicini di casa e veterinari potranno tutti avere opinioni diverse su ciò che dovrebbe essere fatto e su come dovremmo gestire le cose. Alcuni potranno tirarsi del tutto indietro, facendovi sentire soli e non sostenuti. Altri potranno pensare che l'eutanasia rappresenti la soluzione più rapida e misericordiosa. Altri ancora potranno negare che l'animale stia per morire e incoraggiavi a continuare a cercare nuove forme di cura e guarigione. Tutto questo può portare molta, molta confusione. L'animale non è grado di esprimere la propria volontà, a meno che voi non siate altamente sensibili ai suoi sentimenti e capaci di mantenere il distacco, cosa che spesso risulta impossibile in tali circostanze. È altamente importante che ricaviate degil spazi per voi stessi, per restare da soli, centrarvi, tacitare la mente e comprendere quale sia la vostra verità interiore, per voi e il vostro animale, evitando così di farvi influenzare dai pareri degli altri.

Mantere il senso dell'umorismo

Raramente associamo il senso dell'umorismo con il processo di morte. Siamo portati a credere che debba tutto essere molto tragico e solenne. Anche se il rispetto e la sacralità sono essenziali in momenti come questi, dovremmo anche sforzarci di non prendere tutto troppo sul serio. L'animale non lo vorrebbe. Ogni cosa vivente muore. Non è qualcosa che succede solo a lui. Ma, diversamente da altre esperienze della vita, questa facciamo fatica a considerarla un evento naturale. Se perdiamo il nostro senso dell'umorismo, stenderemo un velo di oscurità sulla nostra relazione con l'animale, e questi potrebbe soffrirne di conseguenza. Non vogliamo che l'animale si senta come se fosse già morto e sepolto. Vogliamo che viva attivamente il processo vitale della morte. La nostra comprensione, comportamento, atteggiamento ed emozioni hanno un impatto decisivo sull'ambiente attorno a noi e di conseguenza sull'ambiente che circonda il nostro amato amico. Accettando l'ordinarietà della morte, aprendoci a tutte le emozioni e le esperienze, comunicando direttamente e amorevolmente, cercando di non andare fuori di testa, lasciando la porta aperta al caos e cercando di mantenere vivo il senso dell'umorismo, il processo di morte può essere trasformato da qualcosa di oscuro in una transizione luminosa e gioiosa verso la vita dello Spirito. Il grande saggio indiano Shantideva, il cui nome significa "maestro gentile", visse nel settimo e ottavo secolo. Egli disse che se alziamo anche solo una mano in segno di riverenza verso qualcosa o qualcuno, tutti i Buddha applaudono, gioiscono e fanno piovere le loro benedizioni su di noi. Possano i Buddha far piovere benedizioni su di voi mentre offrite un ultimo gesto di riverenza al vostro amato amico.

link scheda autore Sharon Callahan   
(traduzione di Elena Grassi)

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