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Guarire la relazione fra gli animali e l'umanità

Dal sito di Sharon Callahan, per gentile concessione dell'autrice

La qualità della Misericordia non è forzata,
essa scende goccia a goccia come una pioggia leggera dal cielo sui luoghi sottostanti.
È doppiamente sacra,
benedice colui che la dispensa e colui che la riceve...

Shakespeare

 

Misericordia: nobile sentimento di compassione attiva, generalmente promosso da una virtuosa inclinazione al perdono dell'offensore

Ogni specie animale porta, all'interno della propria coscienza collettiva, il ricordo di secoli di abusi sofferti a opera di esseri umani crudeli e insensibili. Alla luce di ciò, ogni volta che si incarnano gli animali sono chiamati a un gesto di grande coraggio. Eppure tornano e tornano di nuovo, dispensando su di noi ondate di misericordia; a meno che, naturalmente, non cancelliamo del tutto la loro specie dalla faccia della Terra, come abbiamo fatto con molti di essi. Fatta eccezione dei casi in cui, nel relazionarsi con l'umanità, il singolo animale abbia subito abusi così gravi da non riuscire ad elaborarli, ciascuno di essi continua a generare amore istante dopo istante, incessantemente.

Poiché gli animali sono intimamente connessi con la coscienza collettiva della specie di cui fanno parte, alla quale fanno riferimento come fonte di informazioni, spesso essi vengono sopraffatti da una paura la cui intensità non possiamo nemmeno iniziare a immaginare. Attraverso l'identificazione col proprio ego, l'uomo si è reso meno sensibile all'identificazione con la mente collettiva della propria specie, e di conseguenza non soffre come possono soffrire gli altri animali. L'Olocausto degli animali non si è mai arrestato dal momento in cui l'uomo si è attribuito il dominio su di essi, aggiungendo orrore su orrore alla memoria collettiva degli animali. Persino gli animali che sono amati e curati con affetto, a momenti vengono adombrati dalla paura contenuta nella coscienza collettiva della loro specie, e possono essere sopraffatti da intense ondate di paura e ansia.

foto conigliettoBasta solo pensare al destino della maggior parte dei conigli nella nostra società per poter immaginare il terrore che deve essere sorto nel cuore del coniglietto illustrato nella foto quando venne portato per la prima volta in una casa di cura. L'odore dei medicinali, le luci abbaglianti, l'atmosfera di solitudine e disperazione, l'odore della morte che si avvicina, il passo affrettato di infermieri e assistenti... tutti questi elementi avevano in sé una forte somiglianza, tanto visiva quanto energetica, con l'ambiente di un laboratorio di ricerca. Ogni piccolo coniglio "conosce" la sofferenza che viene inflitta ai suoi simili in tali luoghi, che abbia o meno sperimentato tale sofferenza a livello individuale. Eppure, i loro piccoli cuori rimangono aperti e disposti a provare nuovamente ad amare. Questa coniglietta superò la propria paura, offrendo il suo piccolo corpo perché potesse essere baciato, accarezzato e abbracciato, rimanendo ferma per tutto il tempo e riversando l'amore divino attraverso il suo cuore su coloro che avevano bisogno della sua tenera assistenza. La coniglietta fa parte di un programma che porta gli animali nelle case di cura, nelle scuole e negli ospedali. Ha toccato il cuore di molti bambini, adulti e persone anziane con i suoi occhi gentili, la sua tolleranza e il cuore aperto. Molti anziani abbandonati dal tocco umano in una società che venera la giovinezza, sono stati sollevati dalla loro disperazione da questo piccolo coniglietto e da altri animali come lei.

I programmi che portano gli animali nelle scuole e nelle istituzioni offrono un'arena di redenzione del rapporto animali/umanità. Agli animali viene offerto un contesto in cui poter superare le proprie paure e venire onorati per i loro doni più veri: il dono dell'amore incondizionato, della speranza e della misericordia. Alle persone anziane, in particolare, viene offerta l'opportunità di compensare sentimenti irrisolti di tradimento, abbandono e rifiuto. Un uomo o una donna che non abbiano mostrato amore verso il proprio compagno/a o verso i propri figli e non siano in grado di redimere direttamente quelle relazioni, hanno così a disposizione un partner sostitutivo per la guarigione.

Una donna ospite della casa di cura non parlava ormai da anni, eccetto che per imprecare e dire frasi senza senso. Spesso doveva essere immobilizzata per evitare che facesse del male a se stessa o ad altri. Una volta al mese, un gruppo di giovani arrivava presso l'istituto con una serie di animali da poter amare e toccare, e che donavano in cambio il loro amore. Alla donna venne data la possibilità di tenere in braccio un gattino nero. Tutti la guardarono attoniti mentre accarezzava teneramente la sua pelliccia e gli sussurrava parole dolci. Il gattino iniziò a fare le fusa in risposta al tocco e alle parole gentili, e la donna si sentì onorata e accolta. Fu uno scambio reciproco di amore, e quella che avvenne fu una guarigione. Ciascuno dei due ricevette rispetto e onore; ciascuno fu redento.

Un uomo che era improvvisamente caduto malato e cieco dopo una vita sana e atletica, inizialmente provava molto rancore per il fatto di doversi affidare all'assistenza di un cane-guida. L'uomo abbandonò gradualmente il proprio risentimento man mano che si rese conto che l'amore incondizionato che il cane gli dimostrava superava qualsiasi cosa avesse mai sperimentato nella sua vita. Il cane comprese la sua fragilità e accettò il suo risentimento, reagendo nei suoi confronti nel modo più tenero e amorevole, restando sdraiato accanto al suo letto per ore ed ore di seguito. Ogni tanto, quando l'uomo iniziava ad agitarsi, il cane alzava la testa e gli leccava la mano. In un'occasione, l'uomo si sentì debole mentre cercava di alzarsi dal letto, e il cane delicatamente gli portò le ciabatte e le posò ai suoi piedi una alla volta; una cosa che non aveva mai fatto prima. La vita di quest'uomo fu salvata dall'amore di quel cane. Col tempo, l'uomo imparò ad apprezzare profondamente i doni d'amore del suo cane, il quale quindi potè essere onorato a sua volta.

I cani guida, gli animali addestrati per assistere coloro che hanno problemi di udito o di mobilità, quelli addestrati per entrare nelle scuole, nelle case di cura e negli ospedali, i cani da ricerca e da soccorso, vengono tutti definiti animali di assistenza ("service"- servizio, in inglese, n.d.t.), perché noi umani pensiamo di averli addestrati a svolgere una particolare funzione. La parola "assistenza" indica lo svolgimento di un'azione utile. La verità è che tutti gli animali svolgono incredibili attività di servizio, sia che noi che le definiamo tali o meno. Gli animali di compagnia, ma anche gli animali selvatici, semplicemente con la loro presenza nella nostra vita e nel mondo, svolgono il servizio di sollevare i nostri spiriti e avvicinarci all'esperienza del divino.

Ogni creatura viene per servire secondo le sue capacità. Gli animali lo ricordano; molti esseri umani l'hanno dimenticato. San Francesco d'Assisi disse: «Sii cosciente, o uomo, della condizione meravigliosa in cui Dio ti ha posto, poiché Egli ti ha creato e formato a immagine del Suo amato Figlio – Eppure tutte le creature sotto il cielo, ciascuna secondo la sua natura, servono, conoscono e obbediscono il proprio Creatore meglio di te».

In questa nuova era di consapevolezza, siamo chiamati ad esaminare come abbiamo fatto ad arrivare al presente stato di Olocausto nei confronti degli animali e a fare la nostra parte per guarire la nostra relazione con loro. Il dr. Michael Fox, veterinario e vice presidente della Humane Society (associazione per i diritti degli animali) degli Stati Uniti, dice: «Non è questione di dover tirare una qualche linea che delimiti quali creature e fino a che punto dovremmo sfruttarle. Piuttosto, dobbiamo tracciare un cerchio, un cerchio illimitato di compassione che includa tutte le creature e la Creazione all'interno del raggio di azione del nostro rispetto e della nostra reverenza. Così facendo, arricchiamo le nostre vite di significato e promuoviamo il nostro sviluppo spirituale».

Gli animali svolgono una funzione di guarigione sulla Terra. Essi sono figli di Dio proprio come noi, Emissari della Luce e dell'Amore che contribuiscono a facilitare il fiorire della Coscienza Una di cui noi e loro siamo parte. Svolgono questo lavoro magnificamente e con tremendo coraggio. Se glielo permettiamo, gli animali ci tirano fuori dal passato e ci portano nel presente. Se li incontriamo nel presente e onoriamo i doni che essi ci portano, possiamo ridimere la nostra relazione con loro. È giunto il momento della redenzione, di diventare UNO*. Quando percepiamo la nostra unione con tutte le cose viventi, il passato viene guarito. Nello stato di consapevolezza del momento presente e di unità, veniamo portati in allineamento con il continuo fluire dell'Essenza Divina di Dio, che è amore, e ne siamo guariti, perché la guarigione vera è l'elevarsi dello Spirito verso la Grazia.

Ciascuno di noi può contribuire attivamente alla guarigione del rapporto tra l'umanità e gli animali. Ogni volta che sentiamo sgorgare da noi l'amore per un animale o mettiamo in atto un gesto gentile nei loro confronti, possiamo offrire quell'amore e quella gentilezza allo spirito di tutti gli animali. Quando cogliamo per un attimo la vista di una creatura selvatica, possiamo prenderci qualche istante per ringraziarla della sua magnificenza e aver impreziosito la nostra vita in quel momento. Il nostro ringraziamento verrà accolto dall'animale e il nostro amore verrà trasmesso a tutti gli altri della sua specie e all'intera super-anima del mondo animale. Ogni giorno possiamo offrire profondo apprezzamento ai nostri compagni animali per la loro presenza nelle nostre vite. Quando preghiamo, meditiamo o rendiamo grazie prima di mangiare, possiamo includere gli animali. Non dobbiamo sminuire gli animali riversando su di loro la nostra pietà, perché la pietà nasce dalla paura. Piuttosto, evochiamo in noi la compassione; proviamo a percepire il dolore degli animali. Il dr. Fox dice di provare rabbia quanto sente parlare di "benedire gli animali". Egli dice: «Gli animali non hanno bisogno della nostra benedizione. Siamo noi ad avere bisogno della loro!» Chiediamo dunque la benedizione degli animali, il loro perdono e la loro misericordia. In questo modo, apporteremo luce nell'oscurità e nella sofferenza delle quali siamo stati parte, e inizieremo a dissolvere tutti gli ostacoli che si oppongono alla splendente presenza dell'Amore, che è la vera natura di ogni essere. Si dice che la stella più lontana percepisce il battito d'ali di una farfalla. Tutto è connesso. Con ogni atto di gentilezza, con ogni pensiero amorevole, con ogni preghiera, l'intero mondo viene progressivamente elevato verso uno stato di grazia per tutte le creature.

* L'autrice gioca con il termine inglese per "redenzione": atonement, che contiene la parola ONE, uno. At-ONE-ment = il diventare uno (n.d.t.)

Sharon Callahan    link scheda autore
(traduzione di Elena Grassi)

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