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Hospice per i cavalli
prendersi il tempo per dirsi addio

Articolo pubblicato la prima volta dalla rivista "Equine Wellness ", luglio/agosto 2009, nr. 4, pagg. 48-50

Forte è la tentazione di allontanare il pensiero, eppure vale davvero la pena di pensarci per tempo. La fase finale della vita del vostro amato cavallo racchiude in sé una dose abbondante di sfide e di bellezza al tempo stesso. Quest'ultima potrebbe risultare una sorpresa per coloro che non hanno vissuto l'esperienza di prendersi cura di un essere morente. È vero, potrebbe essere necessario un forte impegno su diversi livelli: fisico, emozionale, logistico e forse anche finanziario. Ma coloro che scelgono di fornire assistenza terminale al proprio cavallo spesso lo descrivono come uno dei momenti più preziosi e impagabili della loro vita.

Anche se esiste da soli 40 anni, l'assistenza terminale per gli esseri umani ha realizzato sorprendenti progressi. Nella cura degli animali, il concetto è talmente nuovo che deve ancora trovare una definizione ufficiale, e i veterinari e i proprietari di cavalli stanno solo ora iniziando a diventare consapevoli della sua esistenza e delle sue possibilità.

Obiettivi dell'assistenza terminale

Uno dei principali obiettivi dell'assistenza terminale (hospice) è di non affrettare né prolungare il processo di morte, e al tempo stesso garantire il massimo benessere possibile per il morente. Perché questo avvenga, occorre che la condizione del cavallo venga correttamente riconosciuta come terminale e che gli obiettivi medici passino dalla somministrazione di trattamenti miranti a una cura all'applicazione di sole cure palliative.

L'eutanasia rimane l'ultima chance (per esempio in caso di dolore incontrollabile). L'hospice riconosce che la morte è una parte naturale del ciclo della vita e non un fallimento medico, e non deve essere temuta o evitata. Invece che sulle "cure intensive" ci si concentra su un "prendersi cura" intensivo.

L'assistenza terminale è quasi sempre impegnativa, ma quando si tratta di cavalli, la loro mole fisica può aggiungere un'ulteriore difficoltà all'equazione, di cui pochi sono disposti ad assumersi il peso. Attualmente, la maggior parte dei cavalli viene soppressa con l'eutanasia diversi mesi e persino anni prima di quella che sarebbe la fine naturale della loro vita se venisse loro fornito un opportuno sostegno o un'assistenza terminale. L'hospice è l'assistenza fornita ai morenti, ed è distinta dall'assistenza geriatrica o dall'assistenza per individui non autosufficienti. Un cavallo che non riesce ad alzarsi da solo a causa dell'artrite, per esempio, ha dei "bisogni speciali", ma fisiologicamente non è prossimo alla morte. Si potranno magari contare le costole di un cavallo rinsecchito e con la schiena insaccata, ma quel cavallo può ancora vivere felice se ci si prende cura di lui. Bisogna ricordare che tanto le persone quanto gli animali anziani tendono a perdere molto peso verso la fine della vita. Questo può avvenire anche in presenza di un sano appetito.

Quando arriva l'ora

Quando il processo di morte è avviato, spesso la capacità di digestione del cibo si riduce, e con essa anche il desiderio di mangiare. Questo fenomeno può durare per diversi giorni. È utile ricordare ciò che sappiamo dall'esperienza dell'hospice in campo umano: solitamente la sensazione della fame semplicemente non si presenta più. Successivamente potrà anche andare perduta la sensazione di sete, e la maggior parte del tempo viene trascorsa a riposare; il cavallo appare molto poco focalizzato su ciò che avviene intorno a lui o su ciò che facciamo noi, mano a mano che si prepara per la transizione. Tutto questo è normale all'interno del processo di morte e non è una buona ragione per ricorrere all'eutanasia, a meno che non sia presente un dolore di livello non accettabile e non controllabile.

Anche se esistono delle fasi generiche comuni, il processo con cui si porta a termine un ciclo di vita è un evento altamente individuale che può richiedere più tempo di quanto ci si aspetti, soprattutto per coloro che non hanno esperienza di hospice. Può essere difficile farlo rientrare all'interno dei nostri impegni, ma offrire hospice al nostro cavallo viene spesso descritto come un modo per approfondire quel forte legame che ci unisce, mentre allo stesso tempo permette a tutti gli esseri coinvolti di prepararsi gradualmente al grande cambiamento. Questo aiuta tantissimo a facilitare il processo del lutto, poiché tende a dare un senso di completezza dopo il trapasso dell'animale.

L'importanza della prevenzione

Sembra che le tre cause principali di eutanasia nei cavalli siano: coliche che non rispondono ad alcun trattamento; laminite; artrite, che porta all'impossibilità di alzarsi in piedi. Questo ci dice che la prevenzione è essenziale, se si considera il suo valore nel prolungare la vita. È essenziale imparare come prevenire o limitare queste malattie in modo che i nostri cavalli possano vivere al pieno le loro vite.

ARTRITE

Molti di noi sviluppano un legame talmente profondo con i propri amici a quattro zampe che essi sono considerati membri della famiglia. Di conseguenza, i padroni di cani sono sempre più disponibili a continuare a prendersi cura di Fido anche se questo non riesce più ad alzarsi ad solo. Se Fido è un Chihuahua, la cosa è molto più semplice che non se è un cane di grossa taglia, ma nel caso dei cavalli, stiamo parlando di centinaia di chili abbandonati all'azione della legge di gravità. Quindi, se iniziate a notare che il vostro cavallo si sta irrigidendo o che il treno posteriore è debole, prendete provvedimenti: si può fare qualcosa.

Erbe e integratori, chiropratica e agopuntura, nonché altre modalità di trattamento possono incrementare di molto le possibilità di un cavallo di vivere abbastanza a lungo da rendere l'hospice un'opzione fattibile, sollevandovi dal peso di dover prendere la straziante decisione di porre fine alla vita di un cavallo che ancora mangia di gusto e accoglie con soffici nitriti il vostro saluto, ma certe mattine ha bisogno di aiuto per alzarsi.

Se, nonostante i nostri migliori sforzi, il cavallo ancora non riesce ad alzarsi per via di rigidità o debolezza, può ancora essere possibile, lavorando in coppia, aiutarlo ad alzarsi sostenendolo dalla cavezza e dalla coda.

LAMINITE

La laminite può avere molte cause, ma essendo fortemente correlata a un'alimentazione inadeguata, è una malattia che è molto più facile prevenire che curare.

Erba e cereali mangiati in eccesso rimangono cause comuni di attacchi acuti della malattia. Tenere le granaglie in contenitori ben chiusi e dotare i magazzini di porte a chiusura automatica può far molto per tenere al sicuro i cavalli.

L'obesità è un forte fattore di rischio, ma la laminite si può presentare anche in soggetti troppo magri. Pelo in cattive condizioni, abbeveraggio e urinazione frequente nonché protuberanze sul collo e cuscinetti di grasso sul corpo possono essere sintomi classici della malattia di Cushing. Possono anche indicare problemi del metabolismo del glucosio, che può giocare un ruolo nel causare o sostenere una laminite cronica.

L'uso di corticosteroidi e lo stress possono predisporre un cavallo alla laminite.

Se si hanno dei sospetti, occorre controllare regolarmente la temperatura dei piedi e l'intensità del polso, poiché l'applicazione di ghiaccio sugli zoccoli e sulla parte bassa delle zampe può essere un modo molto efficace di contrastare una laminite in fase precoce. Anche la malattia cronica può rispondere positivamente a un piano di trattamento olistico individualizzato.

COLICHE

Le coliche, nei cavalli anziani, sono probabilmente la causa più frequente di eutanasia. L'intervento chirurgico spesso non è più fattibile e anche le situazioni che non sono da intervento chirurgico possono apparire ingestibili in assenza di una qualche opzione di trattamento. Anche in questo caso può essere utile ricorrere ad approcci meno ortodossi. Jasper, il vecchio castrone di Helena Bresk, aveva avuto forti attacchi di coliche per quattro anni, nonostante i ripetuti tentativi di adattare l'alimentazione alle sue sensibilità. Il ricorso ai clisteri si rivelò l'unica cosa in grado di interrompere il circolo vizioso. Altri hanno successo nel porre fine alle coliche dei loro cavalli ricorrendo agli oli essenziali o all'omeopatia.

Ella Bittel   link scheda autore
(traduzione di Elena Grassi)

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