homepage bottone homepage corsi online
Link Chi siamo Link altre attività link articoli e approfondimenti link affinità Link contatti
Link pagina Eventi ./ Link catalogo per collane Link pagina newsletter
Articoli

 

Il cane come specchio

 

Durante il colloquio conoscitivo, Paola mi apparve fin da subito come una persona molto meticolosa, precisa e attenta. Il tono della voce e le parole scelte, oltre al contenuto delle stesse, rivelavano una certa rigidità, che trovava riscontro nella postura.
Parlava con molto affetto della sua cagnolina di tre anni, Kira, che mi osservava intimorita da sotto al tavolo.
Mentre periodicamente lanciavo bocconcini a terra per ingraziarmi la cagnolina e renderle la mia presenza meno sgradita, Paola mi raccontava delle paure della sua Kira, che non amava farsi toccare da nessuno e sobbalzava a ogni rumore.

“MA ANCH’IO SONO COSÌ!”

Nel corso degli incontri successivi, tra un seduto, un terra e qualche esercizio di problem solving, Paola riconobbe spontaneamente che la cagnetta mostrava una rigidità fisica e mentale che le ricordava sorprendentemente la propria. Una rigidità dovuta a paura e insicurezza, che l’aveva portata a crearsi delle abitudini ben definite e immutabili (sia mentali che comportamentali), che da un lato la rassicuravano, ma dall’altro le precludevano il cambiamento, la creatività, le relazioni, cioè tutto ciò che era fuori dal suo controllo. Come il suo cane si tirava indietro di fronte a una mano che si allungava verso di lei, Paola si tirava indietro emozionalmente nei confronti delle persone che le offrivano la propria amicizia o il proprio affetto.

IL CAMBIAMENTO, CHE PAURA!

Kira era tenacemente attaccata allo status quo e cambiare una qualsiasi cosa, anche spostare un oggetto dal posto abituale che occupava in casa, la mandava in crisi. Paola era attaccata alle proprie idee e modi di vivere (questa cosa si fa così, quest’altra cosà, questa ancora la escludo a priori, ecc.) da non riuscire a vedere le scelte alternative.
Persino introdurre l’uso dei bocconcini per premiare il cane non fu facile per Paola, che li riteneva superflui ed eccessivi (un “brava” o una carezza dovevano essere sufficienti) e di rimando Kira quasi non osava prenderli. In realtà per Kira, timorosa del contatto umano, le carezze non erano un premio, e anche la voce, se non correttamente dosata nel tono, rischiava di spaventarla più che incoraggiarla.

SCOPRIRE PARTI DI NOI STESSI CHE NON CONOSCEVAMO

Rendersi conto di questo, imparare a leggere le posture e le emozioni del suo cane, a entrare nel suo mondo, aprì una porta nella vita interiore di Paola. Così come, con delicatezza, poteva porsi all’ascolto delle difficoltà del proprio cane e fornirle un sostegno, poteva forse, con altrettanto amore e accoglienza, dare ascolto a quella bambina impaurita che portava dentro di sé, di cui faceva fatica a prendersi cura, poiché le veniva invece più automatico assumere il ruolo del genitore rigido e giudicante.
Quello stesso genitore che fino ad allora aveva intimato a Kira di stare zitta quando questa abbaiava (per paura, naturalmente) a chi le si avvicinava troppo e in maniera brusca. Ora Paola poteva comprendere che un cane impaurito, se sgridato, trova conferma alla propria paura, mentre ha invece bisogno di essere rassicurato, di trovare nel compagno umano un punto di riferimento sicuro. E se poteva essere un punto di riferimento sicuro per il suo cane, forse Paola poteva anche iniziare a esserlo per quella parte incerta e impaurita di sé che aveva bisogno di essere rassicurata.

CI RIESCO!

Occorreva lavorare sulla fiducia, sull’apertura al nuovo, sulla capacità di giocare.
Feci osservare a Paola come gli occhi di Kira si facevano più brillanti e attenti dopo qualche esercizio fatto insieme condito con qualche buon bocconcino. Niente di che: una semplice passeggiata al guinzaglio con interazioni continue col conduttore. Una vera novità per Kira, che era abituata a uscire percorrendo sempre le stesse strade al guinzaglio corto, mentre la padrona pensava ai fatti suoi. Che novità interagire! E ti fa sentire importante!
Vedere che la sua padroncina si occupava di lei, le indicava con la mano dove andare, la incoraggiava se c’era qualcosa che la impauriva, le diceva “brava!” più volte lungo il percorso, le proponeva delle attività da svolgere che lei riusciva a fare, stava trasformando la stima che il cane aveva di sé.

SORPRESA: CAMBIARE SI PUÒ

E dopo le resistenze e gli ostacoli iniziali, Paola nota i cambiamenti di Kira. È più attenta, ascolta di più, torna subito al richiamo, non si allontana molto, è un po’ più tranquilla, si lascia persino accarezzare dal nonno, da cui prima non si lasciava toccare. Sembra una piccola magia, ma è solo l’inizio di un percorso possibile.
Accompagnando il proprio cane verso una maggiore fiducia, imparando a vedere il mondo coi suoi occhi, Paola sta imparando a prendersi cura anche di se stessa.

E SI IMPARA A SORRIDERE

I nostri cani spesso ci rispecchiano, e ciò che può aiutare loro, di solito può aiutare anche noi. Paola ha persino cominciato a concedersi di giocare un po’ con Kira (prima non giocava mai; probabilmente la considerava una cosa stupida e inutile).
Ma ha osservato che giocare faceva bene a Kira e alla loro relazione e ha provato a permettere a se stessa di essere anche un po’ allegra e “leggera” e non sempre “seria e affidabile”.
E ha sperimentato, nel concreto, quale effetto abbia su Kira la propria rigidità corporea e mentale. Se chiama Kira stando in piedi rigida come un palo, Kira la guarda da lontano ma non si muove. Se chiama Kira nuovendo il corpo, piegandolo leggermente, facendo un passo indietro e mettendo un tono giocoso nella voce, Kira arriva subito. E nel permettersi di fare questi movimenti, che non le venivano spontanei, Paola ha sentito il cambiamento muoversi dentro di sé. E le è piaciuto.

LA VITA È UNA SCOPERTA

È stato così che Kira e Paola hanno cominciato a cambiare, a crescere, insieme, lungo un percorso di scoperta che durerà una vita. Forse a tratti sarà difficile, ma almeno adesso hanno imparato a sorridere di sé.

_____

Nota: questa storia non deve farvi pensare che tutti cani rispecchino i compagni umani con queste modalità. Le dinamiche emozionali tra il cane e l’uomo possono essere molto complesse e per questo anche affascinanti. Nei prossimi articoli scopriremo qualche nuovo pezzetto di questo mondo meraviglioso.

Per maggiori info, vedi anche il sito di Elena Grassi

Elena Grassi    link scheda autore

Vai all'elenco degli articoli
Torna alla link homepage Torna in link alto