homepage bottone homepage corsi online
Link Chi siamo Link altre attività link articoli e approfondimenti link affinità Link contatti
Link pagina Eventi ./ Link catalogo per collane Link pagina newsletter
Articoli

 

Il dono del lutto


affrontare la morte di un animale

Articolo di Susan Chernak McElroy tratto dal sito di Sharon Callahan
originariamente pubblicato nel numero di ottobre 1998 della rivista Vegetarian Times

Una pietra dipinta con cura con un nome e una data. Una fossa scavata in giardino. E, adagiato in una scatola da scarpe o avvolto nella sua coperta preferita, il corpo di un adorato compagno animale. Chi, tra noi, non ha partecipato a questa sorta di rituale di separazione?

Gli animali sono spesso i primi a introdurci nel regno del lutto. Quando annaspiamo nelle acque fangose di un cuore spezzato, è difficile immaginare che la morte di un animale amato – o di qualsiasi animale – sia qualcosa di diverso da una tragedia senza senso. Non è così, dico io. Secondo un proverbio cinese, tutto ciò che ha un davanti ha anche un dietro. Se il davanti della morte di un animale è un cuore spezzato, il suo retro è l'iniziazione: la morte di un animale può prepararci per tutte le successive morti che dovremo affrontare nella vita. In effetti, io credo che le lezioni che gli animali ci danno con il loro trapasso siano tra i doni più grandi che essi ci fanno.

I rituali che spontaneamente utilizziamo per reagire alla morte del nostro animale sono profondamente risanatori. Sappiamo come preparare il nostro animale deceduto, sappiamo come consacrare il terreno, come onorare una memoria. Queste sono abilità antiche e sacre, sagge e olistiche nella loro applicazione. Starcene seduti accanto al corpo felino di Misty, accarezzare il suo pelo, depositare dei fiori sul suo corpo, ci dà il tempo di assorbire la realtà della perdita. Una donna che mi ha scritto riguardo alla morte del suo coniglio, mi ha detto di averlo adagiato su un cuscino nei pressi di una finestra rivolta ad ovest, di aver acceso delle candele attorno al suo corpo e guardato il sole tramontare su di lui per due notti prima di preparare la sua tomba in giardino. "Lo seppellii", disse, "quando fui pronta a lasciarlo andare".

Scegliere il luogo ove seppellire un animale e scavare nella terra porta il nostro senso del lutto diritto nelle nostre dita, facendo uscire le prime gocce di dolore dalle nostre mani e giù nella terra consacrata. Molte persone seppelliscono i loro animali insieme a vecchie ciotole, giochi preferiti, poesie, foto della famiglia. Questi rituali di seppellimento che eseguiamo in maniera così istintiva fanno entrare ogni parte di noi nel processo del lutto. Elisabeth-Kuebler Ross, quel medico pionieristico che studiò le fasi del lutto, disse che quanto più ci tuffiamo pienamente nel lutto, tanto più velocemente esso ci attraverserà.

Mentre molti di noi riescono a partecipare pienamente e naturalmente della morte di un animale, pochi di noi vivono con la stessa libertà il dolore per una perdita umana. Le persone spesso muoiono in ospizi e ospedali invece che nella pace delle loro case. Alla loro morte, i loro corpi vengono consegnati nelle mani di professionisti – estranei – che li lavano e li vestono. Spesso a svolgere il rito del funerale è un sacerdote che non ha mai nemmeno incontrato il nostro caro. Gli addetti del cimitero preparano la tomba.

Questo, dunque, può essere il dono che il lutto per un animale ci porta. Insegnarci come onorare e santificare questi momenti sacri alla morte di amici e parenti. I rituali che svolgiamo nel seppellire i nostri animali in giardino possono essere applicati all'esperienza della perdita ovunque e in qualunque momento ci tocchi. Toccare il nostro amato, stare seduti accanto a lui/lei dopo la morte, preparare un luogo di riposo e selezionare i tesori di famiglia da interrare col suo corpo permette al senso di irrevocabilità della morte di penetrare delicatamente nelle nostre ossa.

Alla morte di mio padre, tre anni fa, diedi ascolto a queste lezioni. Dopo che il babbo fu deceduto, lo tenemmo a casa per diverse ore restando seduti accanto a lui, proprio come avevamo fatto con Sugar, il bellissimo pastore tedesco morto decenni prima. Successivamente la nostra famiglia scrisse e tenne personalmente un servizio funebre e decorò la cappella con foto e ricordi della nostra vita con lui, un po' come i ricordi commemorativi che avevo approntato per Bear, il mio gattone color zucca deceduto diversi anni prima. Furono proprio quelle ore a inaugurare la nostra guarigione.

Susan Chernal McElroy    link scheda autore
(traduzione di Elena Grassi)

Vai all'elenco degli articoli
Torna alla link homepage Torna in link alto