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In natura

seconda parte di un'intervista di Sun Mi Kim a Sharon Callahan (per leggere la prima parte, vedere l'articolo "I nostri fratelli animali"

tratto dal sito di Sharon Callahan (traduzione di Elena Grassi)

Sfruttare e soggiogare altre specie è cosa comunemente accettata nella nostra società. Per crescere in consapevolezza e guarire noi stessi e il nostro pianeta, non possiamo più ignorare quei sentimenti che ci spingono a una maggiore comprensione e compassione per, ad esempio, un grande elefante asiatico dall'altra parte del globo, esattamente come per il micio tigrato seduto sul nostro davanzale.

Anche se i miei sentimenti personali mi hanno spesso spronato verso un cambiamento dei miei comportamenti, il mio intelletto estremamente razionale continuava a chiedermi "Perché?" E senza delle risposte soddisfacenti, continuavo a portare avanti le mie vecchie abitudini e i miei vecchi modi di pensare, mettendo da parte continuamente i dubbi e restando nello status quo. Il cambiamento richiedeva un dispendio energetico che non avevo voglia di intraprendere.

In questa seconda intervista con Sharon Callahan – una nota comunicatrice interspecie – esploriamo i perché, le ragioni per cui a volte sentiamo una fitta di senso di colpa quando indulgiamo troppo spesso nel consumo di carne o quando vediamo un animale selvatico rinchiuso in uno zoo. Sharon ci dà delle motivazioni razionali a sostegno delle nostre sensazioni intuitive.

D: La rapida scomparsa delle foreste pluviali e di altri ambienti naturali del pianeta ha allarmato gli ecologisti. Che cosa significa questo declino di risorse naturali per il regno animale? Ricevi delle impressioni su questa situazione da parte degli animali selvatici?

R: Gli animali selvatici sono fortemente stressati e angosciati dalla scomparsa dei loro habitat. Pensate a come ci sentiremmo noi se una qualche creatura più grande e più forte di noi arrivasse a distruggere le nostre case e la nostra civilità. Gli animali delle foreste pluviali e di altri habitat in pericolo si sentono esattamente come ci sentiremmo noi in quelle circostanze. Io sono anche convinta che molta dell'ansia "a-specifica" esibita dai nostri animali di compagnia sia un riflesso dello stress provato dai loro fratelli e sorelle selvatici. Gli animali sono telepatici per natura e strettamente collegati ai livelli della coscienza collettiva. Mentre i grandi felini vengono portati sull'orlo dell'estinzione in quantità sempre maggiore, non è una sopresa che i nostri gatti mostrino stati di ansia. Mentre i lupi vengono sterminati sempre di più, non è una sorpresa che i nostri cani mostrino comportamenti nevrotici. È un'enorme tragedia, non solo per gli animali ma per l'umanità intera, il fatto che stiamo distruggendo le foreste tropicali. Ogni singolo animale e ogni singola pianta ha la capacità di guarirci in qualche modo. Dio dà a ogni creatura e a ogni pianta una qualche capacità curativa. Stiamo cancellando enormi aree di foresta prima ancora che la vita animale e vegetale in esse contenuta sia stata identificata. È come se stessimo buttando via dei regali squisitamente incartati senza neanche aver guardato cosa contengono. Una bambina statunitense che aveva sofferto di leucemia per gran parte della sua vita è stata curata con una medicina fatta con il fiore della Pervinca del Madagascar, che cresce solo in zone remote della foresta pluviale. La bambina sarebbe morta senza il dono curativo di quel piccolo fiore. Immaginate tutte le altre piante curative che vengono distrutte.

D: A parte le ovvie connessioni tra vita animale e vita vegetale a livello di catena alimentare e habitat, puoi fare qualche considerazione più profonda, magari spirituale, riguardo alle connessioni tra i due regni?

R: Tutti gli esseri, che siano animali, vegetali, minerali, nonché quegli esseri invisibili che guidano noi e il nostro ambiente, sono tutti intimamente interconeessi. Tutti hanno una coscienza. Noi siamo connessi a tutti questi altri regni esattamente come lo sono gli animali. Ce ne siamo semplicemente dimenticati. Gli animali non hanno dimenticato la loro connessione con questi altri regni. Quando siamo malati dobbiamo andare da un dottore o da un altro terapeuta, o quanto meno consultare un libro per trovare le sostanze necessarie per curarci. Quando un animale è malato, va semplicemente nella natura e trova la pianta che gli può essere utile. Per esempio, quando ho dovuto affidare alla cura di amici il mio micio Shoji durante una mia lunga assenza, era facile trovarlo ogni pomeriggio in un angolo remoto del giardino sdraiato sotto i rami di una pianta di "cuore di Maria" [Dicentra spectabilis; il nome volgare in inglese si traduce letteralmente "cuore sanguinante", NdT]. Era una zona del giardino dove non si era mai avventurato prima. Nel linguaggio dei fiori, questa pianta lenisce la tristezza profonda, ripara i cuori spezzati e tutte le questioni di amore non corrisposto. Questa è una delle ragioni per cui gli animali domestici che vengono tenuti esclusivamente in casa si ammalano delle stesse malattie delle persone con cui vivono. Sono privati del contatto col mondo naturale, che li guarisce. Col tempo, diventano come noi e perdono completamente la loro sintonia con le proprietà curative di fiori e piante. Gli animali hanno una relazione intima con la natura e sono in grado di vedere le fate e altri esseri che si curano dei regni di natura.

D: In che modo la mancanza di contatto con il loro habitat nativo influisce sugli animali rinchiusi negli zoo?

R: La maggior parte degli animali negli zoo soffre terribilmente, non solo per la mancanza di contatto con la natura, ma anche per il fatto di non avere la possibilità di spostarsi liberamente come fa in natura. Gli elefanti in cattività, per esempio, spesso sono rinchiusi in recinti solitari o legati a catene per la maggior parte del giorno, o costretti a vivere in spazi piccoli e su superfici di cemento. Quasi tutti questi elefanti sviluppano degli ascessi sui piedi che causano loro intenso dolore. Un'elefantessa asiatica con cui lavoro è stata legata alla catena per 18 ore al giorno per molti anni della sua vita. Ha dovuto sopportare grandi sofferenze fisiche ed emozionali. Mi sbalordisce il fatto che sia riuscita a sopravvivere dato che, in natura, gli elefanti percorrono trenta miglia o più al giorno procacciandosi il cibo secondo le necessità. Sono animali altamente sociali che dipendono dagli altri membri della loro famiglia per il proprio benessere fisico ed emozionale e a loro volta contribuiscono al benessere degli altri. Anche se alcuni sostengnono che gli zoo possono essere l'unica speranza di sopravvivenza per molte specie, in realtà non si tratta di una soluzione fattibile. È ben noto, anche nei circuiti scientifici, che gli animali degli zoo, dopo diverse generazioni di vita in cattività, somigliano molto poco ai loro parenti selvatici. Iniziano persino a modifcarsi anche nel fisico, in quanto i loro corpi si adattano alle condizioni di confinamento. Quindi questi animali da un certo punto di vista vengono salvati, ma non sono più gli stessi delle loro controparti selvatiche. Io credo che gruppi di esseri, così come alcuni individui all'interno di un gruppo, possano consapevolmente scegliere le circostanze di vita per insegnare e imparare. Io credo che gli animali siano messaggeri d'amore. Vivendo in quelle circostanze essi cercano in insegnarci a scegliere un modo diverso di vivere e di relazionarci gli uni con gli altri e con il pianeta stesso. Non vedo gli animali come vittime, ma piuttosto come guerrieri. Dobbiamo dare voce ai nostri sentimenti di compassione per loro e scegliere un modo diverso di vivere.

D: Balene e delfini, questi ultimi in particolare, hanno catturato l'attenzione di molti, sia nel mondo new age che in quello mainstream. Puoi spiegare questo fascino?

R: Sì! Tendiamo a pensare che le scimmie antropomorfe siano i nostri parenti più stretti, ma gil animali acquatici come le balene, i delfini e i lamantini sono molto simili agli esseri umani in intelligenza, sofisticatezza emozionale e sviluppo spirituale. Tra gli animali che catturano molto l'attenzione delle persone ultimamente ci sono anche gli elefanti. Gli elefanti, quando ne hanno la possibilità, conducono una vita semi-acquatica. I loro parenti più stretti sono i lamantini o mucche di mare. L'evoluzione della proboscide e l'assenza di una cavità pleurale negli elefant riflette la loro natura e origine acquatica. La consistenza spugnosa del cranio dell'elefante, con le sue innumerevoli cavità, ne riduce il peso e ne garantisce il galleggiamento in acqua. Se costretti a vivere sulla terra, devono disporre di acqua per potersi bagnare regolarmente e mantenere il proprio equilibrio psicologico. È poco noto che gli elenfati adulti nuotano molto meglio di qualsiasi altro mammifero terrestre. Si sa che sono migrati atttraverso vasti tratti di mare interno. Si ha testimonianza di un branco di elefanti che ha nuotato per sei ore senza toccare il fondo. Ci sono così tante cose magiche da scoprire e da comprendere sugli animali. Personalmente ritengo che balene, delfini, lamantini ed elefanti siano altrettanto intelligenti degli essseri umani. Semplicemente hanno un modo diverso di comunicare e forse comunicano anche in modi più sofisticati dei nostri. Ci sentiamo in risonanza con questi magnifici esseri perché sono nostri parenti stretti. Nella nostra era si sta verificando un'accelerazione della coscienza. Stiamo di nuovo tornando a essere sensibili alle vibrazioni sottili del mondo naturale. Gli animali hanno atteso a lungo questo momento e non vedono l'ora di parlare con noi. Elefanti, delfini e balene sono i nostri antenati. Sono quelli che conservano gli archivi. Abbiamo molto da imparare da loro se solo ascoltiamo, ascoltiamo col cuore. Il fatto che questi animali che ci affascinano siano acquatici o semi-acquatici è interessante. Psicologicamente, l'acqua è legata al corpo emozionale, alla Terra e alla luna. È giunto il tempo di tornare a farci guidare dai nostri sentimenti e intuizioni. Se il pensiero e le teorie avessero dovuto salvare il mondo, a quest'ora vvremmo in paradiso. Questa è l'era del cuore, l'era del sentimento. Un cambiamento di cuore cambierà il mondo. Gli animali stanno cercando di insegnarcelo.

D: Hai sempre parlato apertamente contro l'asservimento degli animali a nostro vantaggio. Per esempio, sei a favore del vegetarismo e del non fare uso di pelli di animali per l'abbigliamento. Questo atteggiamento si estende anche ad altri esseri? Per esempio, indossare seta o mangiare miele?

R: Per quanto mi riguarda, sì. La seta e il miele prodotti a livello commerciale causano grande stress, sofferenza e morti non necessarie a un'infinità di esseri viventi. Man mano che la mia consapevolezza si espande, trovo sempre meno opportuno usare prodotti che siano creati in modi che causino stress o dolore ad altre specie. Non è semplicemente necessario. Esistono alternative alla seta, come ad esempio il rayon. Si fa fatica a distinguerli. Perché causare dolore se non è necessario? Soprattutto in Occidente, la gente sembra pensare che "di più è meglio". Con una filosofia come questa, entriamo in una relazione di sfruttamento con le altre specie. Io ritengo che il miele, per esempio, sia un elisir medicinale che dovrebbe essere consumato in piccoli quantitativi e con grande riverenza, come se si assumesse un sacramento. È in corso un drastico declino delle api mellifere a livello mondiale. Vengono attaccate da un acaro tracheale che le uccide. L'anno scorso, sulla costa orientale degli Stati Uniti più dell'80 per cento delle api mellifere è stato ucciso da questo acaro. Se le cose continuano così, potrebbero avere gravi conseguenze per la sopravvivenza del pianeta. Basta fermarsi a riflettere sull'importanza degli impollinatori per afferare il significato di tutto questo. Ho ricevuto dalle api delle sorprendenti comunicazioni riguardo al proprio declino. Per riassumere, esse stanno subendo un tremendo stress per il fatto di essere costrette a sovraprodurre, a vivere in alveari innaturali (scatole bianche quadrate), senza ricevere alcun riconoscimento della sacralità del loro lavoro. Un apicoltore con cui lavoro ha ridisegnato i propri alveari secondo le istruzioni ricevute durante le comunicazioni con le sue api. Le api nelle casette bianche quadrate continuarono a morire ad un tasso allarmente. Nei nuovi alveari, che sono pentagonali e sono rivestiti di sisal, come indicato dalle api, queste sono sopravvissute felicemente, sbalordendo tutti gli "esperti di api". Tutti gli esseri viventi rispondono all'amore. È importante ricordare che, anche da un punto di vista scientifico, diventiamo ciò che mangiamo. Se mangiamo i corpi di altre creature che sono morte di una morte terribile, o se mangiamo sostanze come il miele, ottenute con un approccio commerciale non rispettoso, stiamo inserendo dei nostri corpi e nelle nostre menti la sofferenza che quelle creature hanno dovuto sopportare. Sono fortemente convinta che molta dell'ansia e della paura che provano oggi gli esseri umani derivi dalle vibrazioni che essi introducono nei loro corpi attraverso le cose che mangiano e i vestiti che indossano. Pensateci. Se il vostro corpo viene riempito con la carne di animali sofferenti e indossate le pelli di animali che sono morti in modi orribili, camminate per il mondo portandovi addosso queste vibrazioni ovunque andiate... vibrazioni di ansia, paura e sofferenza. Queste vibrazioni, quando ingerite, sono un veleno per i nostri corpi. Quando indossiamo le pelli di creature torturate camminiamo nella vita circondati da un velo di paura e ansia.

D: Molti di coloro che percorrono un cammino spirituale hanno scelto il vegetarismo perché è più rispettoso. Che mi dici degli animali predatori? Ci sarà un tempo in cui nessun animale ucciderà gli altri? La predazione è forse un riflesso di dinamiche che avvengono tra gli esseri umani?

R: Sì. Ne sono convinta, e ne ho già scritto. Più di un essere illuminato nel corso della storia ha detto che la bestialità degli animali è una rappresentazione della bestialità umana e che quando gli esseri umani sono caduti in disgrazia, gli animali li hanno semplicemente seguiti. C'è una bellissima storia vera di una leonessa di nome Little Tyke che si rifiutava di mangiare carne. Era stata salvata e accolta da una donna quando aveva solo poche settimane di vita. La donna era preoccupata che la leonessa potesse soffrire di malnutrizione se non avesse assunto della carne. I veterinari le suggerirono di aggiungere del sangue nel latte di Little Tyke per incoraggiarla ad accettare la carne, Ma Tyke rifiutava il biberon se questo conteneva anche solo qualche goccia di sangue. Una volta adulta, continuò a rifiutare la carne e visse la sua intera vita in armonia con persone, cani, gatti, cervi e agnelli. Ci sono molte belle foto di Little Tyke insieme a un agnello. Visse molti anni ed era considerata un esemplare magnifico della sua specie, nonostante molti veterinari insistessero che sarebbe morta se non avese mangiato carne. Chiunque sia interessato ai dettagli della vita di Tyke può leggere il libro "Little Tyke, la storia vera di una dolce leonessa vegetariana" [pubblicato in Italia da Impronte di luce, NdT]. Via via che gli uomini si faranno sempre più innocui, il regno animale li seguirà. Tutte le tradizioni spirituali sottolineano il fatto che la circostanze esteriori della vita e le nostre esperienze non siano che un riflesso del nostro stato interiore di coscienza. Proprio come esistono degli esseri umani eccezionali che sono venuti a mostrarci la via verso un modo più rispettoso di vivere, altrettanto credo esistano dei santi e saggi animali che vengono a mostrarci che un'altra via è possibile.

D: La storia di Little Tyke è incredibile. È veramente possibile assumere una dieta vegetariana per quegli animali che tradizionalmente classifichiamo come carnivori? Per esempio, possiamo nutrire i nostri cani e gatti di casa senza la carne?

R: Ci sono moltissime persone che nutrono i loro animali con una dieta vegetariana. Io ho avuto, così come molti miei amici, cani vegetariani. Un cane può vivere molto bene con una dieta vegetariana, se questa fa parte del vostro stesso regime dietetico. I cani vegetariani spesso sono molto più sani dei cani che mangiano carne. In molti casi, questi cani vivono molto più a lungo della durata di vita media della loro razza. Con i gatti è un poco più difficile, poiché hanno bisogno della taurina e di altri elementi, che mancano in una dieta vegetariana. Questi elementi possono essere forniti attraverso degli integratori, ma ci vuole molta cura e attenzione, quindi consiglio cautela. Alcuni gatti stanno molto bene con una dieta vegetariana, altri no. È una cosa molto individuale. Trovo che le persone vegetariane di solito attraggono a sé animali che sono in grado di vivere bene con diete vegetariane. È una questione di risonanza. Se il vegetarismo fa parte del vostro stile di vita, gli animali che entrano nella vostra vita normalmente saranno in risonanza con esso. Le persone interessate a questo argomento potrebbero dare un'occhiata al sito della Vegepet (cercate Vegepet con un motore di ricerca), che offre i prodotti Vegepet, una linea di integratori economici, veloci e rispettosi degli animali. Questi prodotti sono stati studiati e formulati dal veterinario James Peden.

D: Hai detto che ogni cosa è dotata di coscienza. Recentemente ho letto il libro di Peter Tompkins e Christopher Bird "La vita segreta delle piante". Essi sostengono, e sono sostenuti da una massa di ricerche scientifiche, che anche le piante sono esseri senzienti. Quali sono dunque le implicazioni di mangiare anche gli esseri vegetali?

R: Sì, anch'io credo che le piante siano senzienti. Sono stata molto influenzata dal libro di Peter Tompkins. Si può comunicare con le piante e gli alberi esattamente come si fa con gli animali. La mia sensazione è che il regno vegetale si offra liberamente per il nostro nutrimento, a patto che ne usufruiamo in maniera sacra. Questo significa essere consapevoli quando prepariamo e mangiamo i nostri pasti, e rendiamo grazie per le vite che abbiamo tolto. Coltivare da noi i nostri cibi è una cosa meravigliosa, se possibile, o quanto meno acquistare cibo che sia coltivato e raccolto in modo sacro e rispettoso. Nella mia vita, e nella vita di coloro con cui condivido i pasti, il cibo non viene mangiato senza aver prima aver congiunto le nostre mani e aver pronunciato una benedizione del cibo e un ringraziamento verso tutti gli elementi delle natura che hanno contribuito a produrlo. Se facciamo questo tipo di benedizione, mangiamo con maggiore consapevolezza e il cibo diventa più nutriente. Il problema sta soprattutto nella nostra mancanza di rispetto della sacralità degli esseri non-umani. Quanto più siamo consapevoli delle nostre azioni, tanto meno danno produrremo, in maniera naturale. Questa è un'altra di quelle questioni enormi su cui si potrebbe scrivere un libro.

D: Un altro modo di vedere la cosa è che alcuni sostengono che gli animali sono stati messi su questo pianeta per il nostro sostentamento e/o convenienza. Dove dovremmo porre quella sottile linea divisoria tra ciò che dovrebbe essere mangiato o no?

R: Esistono persone che mangiano soltanto frutti e semi che crescono sulle piante, in modo da non dover uccidere la pianta. Le persone che scelgono questo percorso sembrano stare benissimo. Ognuno deve seguire i dettami del proprio cuore.
Io ritengo che un buon principio nella vita sia quello di vivere nel modo che causa meno sofferenza possibile. Se si guarda attentamente, si possono trovare molti riferimenti a uno stile di vita vegetariano nella Bibbia e nelle sacre scritture di altre tradizioni spirituali. Da un punto di vista medico, la maggior parte delle malattie occidentali sono malattie dell'eccesso. Mangiare meno è semplicemente più sano e le persone che hanno una dieta vegetariana hanno, nel complesso, minori problemi di salute. Esistono molti dati su questo. Nella mia esperienza, le persone più sane e più belle che ho conosciuto erano persone che vivono in maniera consapevole, innocua ed esente da eccessi.

D: Molte persone amano gli animali; si fermano sempre a coccolare un gatto o accarezzare un cane. Ma molte di queste stesse persone provano disgusto alla vista di un ratto o di uno scarafaggio e non esiterebbero a ucciderli. Esistono animali o insetti che sono al di sotto della considerazione umana?

R: Io ritengo che sia arrogante ritenere che una qualsiasi altra creatura vivente sia indegna della nostra considerazione. Dobbiamo semplicemente capire quale sia il ruolo di quella creatura nel piano divino. Il mio amico Andrew Harvey si occupa di questa questione molto meglio di quanto possa fare io, nel suo libro "The Direct Path", nel quale dice: "Tutte le cose viventi sono ugualmente sante e ugualmente sacre. Io non sono più sacro o più santo di un piccolo verme nel mio giardino, o di un piccolo grillo improvvisamente sperduto ed estraniato sul mio tappeto bianco perché il vento lo ha gettato nel mio salotto; io non sono più importante, nella ragnatela della vita, di una lumaca, un cavalluccio marino o una coccinella. Una rana mi appare altrettanto bella di un arcangelo... Io sono parte di quella umiltà divina che si manifesta sotto forma di tutti gli esseri e tutte le creature... Ho la responsabilità finale e ineluttabile di trattare tutti gli esseri e le cose con amore divino, rispetto divino e tenerezza divina. Quanto più lo faccio, tanto più crescerò nella mia divinità umana e tanto più sperimenterò, con ancora maggiore umiltà e meraviglia, la divina presenza in ogni rosa, ogni uccello, ogni refolo di vento nell'erba, ogni felce o ogni fitolacca".

Se ciascuno di noi riuscisse a vivere da questa prospettiva, il mondo sarebbe un paradiso.

 

Breve Biografia di Sun Kim: Sempre desiderosa di approfondire il significato della vita, Sun Kim scrive su una grande varietà di temi che vanno dalle relazioni tra le specie alla filosofia cinematografica. Scrittrice freelance e copyeditor, Sun vive sul bellissimo Monte Shasta (California) con suo marito e due figlie.

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