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L'industria dei vaccini per animali contrattacca

Articolo tratto dal bollettino dell'associazione Canine Health Concern, Primavera 2014

Sembra che abbiamo destato preoccupazione nell'industria dei vaccini veterinari del Regno Unito, dato che hanno pubblicato una loro dichiarazione in risposta ad alcuni dei successi che abbiamo avuto recentemente. Fate attenzione alla trama degli eventi, che si fa sempre più fitta.

1. Abbiamo stilato un riassunto del protocollo vaccinale della WSAVA per cuccioli a beneficio dell Kennel Club [Ente cinofilo britannico, corrispondente al nostro ENCI, NdT], affinché potessero pubblicarlo sul loro sito, in modo che gli aderenti al loro Assured Breeder Scheme (Protocollo degli Allevatori Garantiti) potessero fornire ai nuovi proprietari di cuccioli dei consigli scientificamente aggiornati sulla vaccinazione dei loro cani. Beh, il Kennel Club ancora non ha reso disponibili le direttive approvate dalla WSAVA [Associazione Internazionale dei Veterinari per Piccoli Animali] a più di un anno dalla loro stesura e – francamente – non penso che le renderanno disponibili tanto presto. Perché, potreste chiedervi, il Kennel Club non vuole rendere disponibili informazioni scientificamente aggiornate per potrebbero proteggere la salute dei cani?

2. Ciò nonostante, alla WSAVA è piaciuto il nostro riassunto, e l'ha pubblicato sul proprio sito. Ecco il link:
http://www.wsava.org/sites/default/files/New%20Puppy%20Owner%20Vaccination%20Guidelines%20May%202013_0.pdf

3. Ho sentito che alcuni veterinari recentemente hanno detto che quello contro la leptospirosi è un vaccino primario nel Regno Unito... e non un vaccino "opzionale" o "non primario", come viene definito dalla WSAVA. «Ah bene», ho pensato.... «Sembra che l'industria dei vaccini abbia elaborato una strategia...»

4. Abbiamo scritto ad ogni ambulatorio veterinario del Regno Unito e, più recentemente, alle autorità locali che definiscono i requisiti che devono essere rispettati dalle pensioni per animali, e in particolare i requisiti relativi alle vaccinazioni.

5. Abbiamo scritto anche a canili, allevatori, addestratori, ecc.

6. Il 24 marzo 2014, una mia lettera è stata pubblicata dalla rivista Veterinary Times [rivista britannica destinata ai veterinari], dove puntualizzavo che i vaccini causano danni cerebrali e si dovrebbe valutare l'influenza dei vaccini quando i cani diventano aggressivi. Fornivo anche gli opportuni riferimenti bibliografici. Potete leggere la lettera a questo link:
http://www.petwelfarealliance.org/uploads/3/0/3/6/3036695/vet_times_march_24_2014.pdf

7. Nella mia lettera a Veterinary Times affermavo fra l'altro: «La WSAVA afferma che dovremmo vaccinare contro le malattie primarie non più spesso di ogni tre anni. Questa affermazione viene spesso interpretata nel senso che dovremmo vaccinare ogni tre anni, ma non è così. Se il cane è già immune alle tre malattie primarie, rivaccinarlo non aumenterà la sua immunità».

8. Aggiungevo: «Il vaccino contro la tosse dei canili e quello contro la leptospirosi sono definiti "non primari" o "opzionali" e gli esperti internazionali dicono che dovrebbero essere utilizzati solamente se nella zona dove vive l'animale queste malattie sono una seria minaccia. Eppure sembra che i veterinari britannici siano convinti che il vaccino contro la leptospirosi, con la sua brevissima efficacia, sia una necessità annuale. È noto che questo vaccino è fra quelli che provocano i maggiori effetti collaterali. Bisogna valutare i rischi e i benefici: quanto è diffusa la leptospirosi nel Regno Unito? Nessuno sembra saperlo. I dati di vendita dell'industria non sono una fonte attendibile. Dove sono le statistiche ufficiali relative a questa malattia zoonotica? Pensateci: se la leptospirosi, o malattia di Weil, fosse tanto comune, da qualche parte dovrebbe esistere un database ufficiale, e invece non è così. I potenziali effetti indesiderati del vaccino contro la leptospirosi – che possono includere danni cerebrali – giustificano il ricorso al vaccino quando esiste un rischio nullo o quasi nullo di contrarre la malattia?

9. Come era naturale, il 24 aprile il National Office of Animal Health [NOAH: è l'associazione di categoria che rappresenta i produttori di vaccini e altri farmaci veterinari nel Regno Unito, NdT] rispose emettendo un documento che respingeva il riepilogo del protocollo vaccinale per cuccioli pubblicato sul sito della WSAVA, anche se questo documento non era altro che un riepilogo estremamente chiaro delle lunghe e dettagliate linee guida emesse dal Vaccine Guideline Group [Gruppo sulle Direttive Vaccinali] della stessa organizzazione.

10. Queste sono le parti del riepilogo del protocollo per cuccioli della SWAVA che non piacciono all'industria dei vaccini per animali (citando dal loro documento): «Vi sono evidenti discrepanze rispetto ai consigli contenuti nelle Direttive relativamente ai protocolli vaccinali, all'uso routinario di vaccini non-primari (in particolare leptospirosi e tosse dei canili), al ruolo della sierologia, e ai test per determinare la necessità delle vaccinazioni e la sicurezza dei vaccini.»

11. Diciamolo chiaramente: Non esiste alcuna discrepanza tra la versione completa delle direttive WSAVA e il riepilogo del protocollo vaccinale per cuccioli.

Secondo l'industria dei vaccini:

  • «Riguardo alla questione se il vaccino contro la leptospirosi debba essere considerato primario o non-primario, anche in questo caso la NOAH ritiene che il singolo chirurgo veterinario sia nella posizione migliore per decidere al riguardo, in linea con i principi della WSAVA; l'incidenza/diffusione della malattia nel Regno Unito e il rischio zoonotico che essa rappresenta significano che la maggioranza dei professionisti britannici lo ritiene un vaccino primario per gli animali che vivono nel Regno Unito.»

Dato di fatto: il proprietario di animali ben informato è nella posizione migliore per prendere quella decisione.

  • «Ogni decisione di non includerlo tra i vaccini routinari richiederebbe, secondo la nostra opinione, un consenso informato e una giustificazione clinica.»

Il consenso informato è benvenuto. Ma deve trattarsi di informazioni oneste.

  • «Non siamo a conoscenza di alcuna prova che suggerisca che il vaccino contro la leptospirosi sia associato a un accresciuto rischio di reazioni avverse o che le razze di piccola taglia debbano essere oggetto di precauzioni particolari quando vengono vaccinate contro la leptospirosi.»

Vi preghiamo di notare che «Non siamo a conoscenza di» non significa che le prove non esistano. Significa semplicemente che stanno negando le prove che ESISTONO. Per esempio, la rivista The Lancet, Infectious Diseases, vol. 3, dicembre 2002, afferma:

«Lo sviluppo di un vaccino per prevenire la leptospirosi umana deve confrontarsi con numerosi problemi. Prima di tutto, è stato registrato un profilo inaccettabile di effetti collaterali nei vaccini a batterio ucciso. In secondo luogo, i vaccini a batterio ucciso forniscono probabilmente una protezione a molto breve termine e probabilmente incompleta, simile a quella registrata per i vaccini anti-leptospirosi per animali. In terzo luogo, i generi di Letpospire estremamente variabili a livello locale possono precludere lo sviluppo di un vaccino sufficientemente generalizzabile. Quarto, è teoricamente possibile indurre malattie autoimmuni come l'uveite e, infine, abbiamo una conoscenza incompleta dei meccanismi di immunità protettiva contro l'infezione da Leptospire.»

Esistono naturalmente anche molte altre evidenze relative alla pericolosità del vaccino contro la leptospirosi.

  • «La tosse dei canili è una malattia infettiva comune nel Regno Unito e, anche se raramente è fatale, può avere conseguenze sullo stato di salute dell'animale vulnerabile, causare disagio nel cane e nel proprietario, nonché rendere inservibili i cani da lavoro. In alcuni casi può anche richiedere un trattamento antimicrobico. Anche in questo caso, il chirurgo veterinario dovrebbe valutare i rischi/benefici del ricorso al vaccino intranasale, nel rispetto della sua valutazione clinica del rischio individuale e utilizzare il vaccino quando lo ritiene appropriato.»

Il chirurgo veterinario potrebbe anche fornire le informazioni necessarie per un consenso informato e non – come suggerisca la NOAH – giocare a fare Dio. Il chirurgo veterinario potrebbe anche considerare il fatto che i vaccini contro la tosse dei canili causano una versione "leggera" della malattia e che i cani vaccinati infettano gli altri cani e anche gli esseri umani (nei quali l'infezione da tosse dei canili è spesso diagnosticata erroneamente come pertosse).

  • «La sierologia è un utile test diagnostico per determinare la risposta umorale, ma può avere limitazioni nel determinare lo stato vaccinale dei singoli animali. I risultati non sono sempre facili da interpretare (Burr, 2006), non tengono in considerazione l'immunità cellulo-mediata, e possono instillare false aspettative nel proprietario. Questo può determinare una decisione difficile nel caso in cui i risultati indichino un livello indeterminato, nonché un costo e ritardi significativi in attesa dei risultati. Il chirurgo veterinario deve comunque prendere delle decisioni cliniche relativamente allo stato di salute dell'animale, all'ambiente in cui vive e alla probabilità di esposizione alla malattia infettiva.»

La NOAH è andata a cercare col lanternino uno studio che è superato da otto anni. andate su www.petwelfarealliance.org per leggere documenti più aggiornati che attestano dell'affidabilità dei test di titolazione degli anticorpi. [Per saperne di più sui test di titolazione potete andare anche qui: http://www.improntediluce.it/articoli/nuovo_kit_titolazione_anticorpi.html NdT].

  • «Apprezziamo inoltre l'intento di WSAVA di continuare ad educare il pubblico, ma siamo preoccupati, perché una iper-semplificazione dei potenziali eventi avversi collegati ai vaccini, quali l'epilessia e l'artrite, dovrebbe essere sostanziata, considerata la mancanza di prove dell'associazione tra i vaccini e l'insorgere di queste malattie. Affermazioni di questo genere possono essere interpretate male e i proprietari possono ingiustificatamente assumere che una malattia spontanea sia il risultato di una vaccinazione, mettendo il chirurgo veterinario curante in una situazione difficile.»

Andate su http://www.petwelfarealliance.org/uploads/3/0/3/6/3036695/vaccine_science_research.pdf per leggere una lunga lista di documenti che associano chiaramente l'insorgere di artrite ed epilessia, e di molte altre malattie gravi, con le vaccinazioni. [Potete anche semplicemente leggere il libro "Shock al sistema!", che trovate nel catalogo di Impronte di luce, NdT]

Dato di fatto: l'industria dei vaccini per animali cerca di giocare sull'iper-complicazione delle prove. In effetti, è stata una lunga e storica politica di alcuni produttori di vaccini quella di emettere una scia di documenti contenenti non-risposte ai proprietari di animali deceduti, al fine di offuscare la verità sul danno causato dal vaccino.

  • «Alla luce dell'accresciuto ingresso di animali da compagnia dal continente europeo e oltre, della continua vasta distribuzione del parvovirus canino e del riemergere di casi confermati di cimurro canino in un certo numero di località nel Regno Unito, la minaccia delle malattie infettive verso i nostri animali è sempre presente e richiede che venga mantenuto, in tutto il paese, un livello elevato di immunità vaccinale. Sarebbe spiacevole se, nel cercare di fornire consigli da "miglior pratica" sull'uso dei vaccini, la guida esperta dovesse perdere di vista il bisogno di conservare la fiducia tanto del pubblico proprietario di animali quanto, in verità, anche della professione veterinaria stessa nel valore mai cessato del ricorso ai vaccini per tenere a bada l'importante minaccia delle malattie infettive.»

NOAH sta ancora cercando di farci credere che i cani devono essere ri-vaccinati anche quando sono già immuni. Ha cercato di minare la fiducia nell'affidabilità dei test sierologici e di fare allarmismo al fine di mantenere il profitto proveniente dai richiami annuali. Se c'è qualcuno che sta indebolendo la fiducia nei vaccini, questo è proprio l'industria che li produce, che non dice mai la verità.

  • L'industria dei vaccini cita il documento che contiene la presa di posizione del Direttorato per i Farmaci Veterinari (VMD); questo documento. che il VMD ha stilato in risposta a una richiesta di CHC [Canine Health Concern, l'associazione fondata da Catherine O'Driscoll, autrice dell'articolo, NdT] di ritirare dal mercato i vaccini annuali per le malattie primarie, sostituendoli con vaccini della durata di 3-4 anni. Il VMD rifiutò, anteponendo come sempre il profitto alla vita.

Ecco come interpreto io la risposta dell'industria dei vaccini:

1. Qualche cervellone all'interno dell'industria se n'è uscito fuori con l'idea di diffondere l'informazione che il vaccino per la leptospirosi sia "primario" nel Regno Unito. Dato che il vaccino viene testato solo per la durata di un anno, in questo modo l'industria dei vaccini ottiene il tanto agognato profitto da richiamo annuale.

2. Sembra che la maggior parte dei veterinari britannici sostenga la necessità di una vaccinazione annuale contro la leptospirosi.

3. La WSAVA ha affermato che questo vaccino non-primario dovrebbe essere somministrato solo se esiste una grave minaccia di infezione. Dove sono le prove che la lepto sia comune nel Regno Unito?

4. Secondo Public Health England (un'agenzia governativa del Ministero della Salute inglese), «in generale, la leptospirosi non è comune nel Regno Unito. Si verificano solitamente 50-60 casi (negli uomini) all'anno in Inghilterra e Galles, ovvero un caso su un milione di abitanti all'anno.»

5. Public Health England dice che la maggior parte dei casi riguarda persone che si sono recate all'estero, ma aggiunge: «Il gruppo maggiormente a rischio di letospirosi nel Regno Unito sono i lavoratori agricoli e le persone che entrano spesso in contatto con l'acqua per motivi ricreativi, come canoisti, tuffatori, pescatori, windsurfer, speleologi e coloro che nuotano in fiumi e laghi».
http://www.hpa.org.uk/Topics/InfectiousDiseases/InfectionsAZ/Leptospirosis/GeneralInformation/lepto005GeneralInformation/

6. Un altro documento della PHE afferma: «Non sono stati registrati casi di ceppi canini (associati alle infezioni umane), e nello specifico L. Canicola, né si sono registrati casi, nel 2012, di infezione associata ai ratti da compagnia».
http://www.hpa.org.uk/webw/HPAweb&HPAwebStandard/HPAweb_C/1317139445731

7. Nella sua presa di posizione sui protocolli vaccinali autorizzati per i cani, citata dalla NOAH, il VMD afferma: «Casi di leptospirosi canina, nel corso dei precedenti 12 mesi, sono stati registrati nel 14,81% degli ambuulatori veterinari censiti in un recente studio (Ball et al. 2014) (13 ambulatori su 89 che hanno reso il questionario compilato). Gli autori dello studio fanno notare che tutti i casi, eccetto uno, si sono verificati in cani non vaccinati, sottolineando l'importanza, per i cani britannici, di mantenere aggiornate le vaccinazioni. Oltre il 60% dei casi (8 su 13) ha visto la morte dell'animale».

8. Cerchiamo di dare un senso al dato riportato sopra. Cominciamo col dire che 89 ambulatori non possono essere in alcun modo rappresentativi dei circa 4000 ambulatori veterinari presenti nel Regno Unito. Tuttavia, il 14,61% di 4000 ambulatori – se gli 89 che hanno risposto possono essere considerati in qualche modo rappresentativi – rappresenterebbero 584 casi di leptospirosi canina nel Regno Unito in un anno.

9. Secondo l'Associazione di Produttori di Pet Food, nel 2013 c'erano nel Regno Unito 8,5 milioni di cani. Questo dunque significherebbe che, secondo il VMD, un cane ogni 7272 ha contratto la leptospirosi, che fosse vaccinato o meno (dato che uno dei cani censiti nel sondaggio era vaccinato). Se eliminiamo dal quadro il cane vaccinato, si tratterebbe di un cane ogni 15000 cani non vaccinati che contrae la leptospirosi.

10. Tuttavia, l'inchiesta Cicada condotta da MSD Animal Health [industria farmaceutica, NdT], riportata su questo sito: http://uk.cicadasurvey.com/, mostra una mappa del Regno Unito con i presunti casi di leptospirosi segnalati dei veterinari del Regno Unito. Si può visualizzare la mappa solo se si è veterinari. I dati sono oscurati per i clienti dei veterinari. Ma Vicky Payne, una veterinaria oiistica a favore del vaccino contro la lepto, ha avuto una corrispondenza con Kathy Zablotsky, membro della CHC, e le ha detto che ci sono circa 250 casi di lepto all'anno. Ha detto di avere avuto questo dato dai produttori del Nobivac (vecchia cara Intervet, ora confluita nella MSD). Vicky ha pubblicato questo dato sul sito del suo ambulatorio.

11. Dunque, per qualche motivo, l'incidenza della lepto estrapolata dai dati di VMD/NOAH è notevolmente diversa dai dati sulla diffusione della malattia sostenuti da un produttore di vaccini: 250 casi su 6,5 milioni di cani significa un cane ogni 34000, che rappesenta un rischio estremamente basso rispetto ai rischi rappresentati da un vaccino noto per i suoi effetti collaterali.

12. Tanto per dimostrarvi quando prive di significato possono essere le statistiche se gli studi non vengono condotti in maniera corretta, o se sono di parte, ho deciso di fare un'inchiesta popolare attraverso Facebook.

Inchiesta popolare sulla leptospirosi - dati provvisori

Ho chiesto ai miei amici su Facebook di rispondere a due domande:

1. Nel corso del 2012, qualcuno dei vostri cani ha contratto la leptospirosi?

2. Il cane era vaccinato contro la leptospirosi?

Unendo i miei amici su Facebook con gli iscritti alla pagina Facebook di Canine Health Concern, la domande sono state poste a 6851 persone. Di queste, 423 hanno risposto, anche se ho omesso quei partecipanti che avevano dato risposte non chiare (circa quattro).
Vi prego di notare che, proprio come l'inchiesta citata da NOAH, questa è un'inchiesta "auto-sollecitata". Questo significa che solo gli ambulatori veterinari che hanno scelto di rispondere e solo gli amici su Facebook che hanno scelto di rispondere, hanno risposto. Di conseguenza, entrambe le inchieste sono potenzialmente falsate e soggette a posizioni di parte. (Queste considerazioni valgono per qualsiasi inchiesta, che sia pro o contro i vaccini.)
Per le persone che avevano più cani, la risposta è stata contata come singola.

315 persone (74,46%) hanno affermato di non aver vaccinato contro la leptospirosi nel 2012 e che nessuno dei loro cani ha contratto la malattia.

103 (24,35%) hanno affermato di aver vaccinato i cani contro la leptospirosi e che i loro cani non hanno contratto la malattia.

4 cani (3,74%) erano stati vaccinati contro la lepto e hanno contratto la malattia. Due di questi, 2 sono morti di lepto.

1 cane era stato vaccinato contro la lepto e ha avuto una lepto non confermata.

CONCLUSIONE: vaccinare contro la leptospirosi è controproducente. Il 100% dei cani della nostra inchiesta che hanno contratto la leptospirosi erano stati vaccinati contro di essa nei precedenti 12 mesi, alcuni di essi poche settimane prima di contrarre la malattia.
È interessante che questo dato vada a confermare i risultati dell'inchiesta svolta da CHC nel 1996/7, che coinvolse 4000 cani e nella quale il 100% dei cani che avevano contratto la lepto l'aveva contratta entro 3 mesi dalla vaccinazione.
Notate che la lepto è una malttia zoonotica, ma non è stato autorizzato alcun vaccino contro di essa per gli esseri umani né nel Regno Unito né in nord America, dato che il vaccino ha mostrato, nei modelli animali, di rappresentare un livello di rischio di effetti collaterali non accettabile (Lancet).

A proposito, ho ricevuto la notifica che un mio articolo pubblicato sul sito Dogs Naturally era stato linkato da qualcuno:

Abbiamo due cuccioli che hanno avuto reazioni gravi quando hanno ricevuto la seconda serie di richiami vaccinali del cucciolo e poi sono stati ulteriormente vaccinati contro la lepto (con il nostro consenso, anche se il veterinario non ci ha avvertito degli effetti collaterali né ha citato il fatto che il vaccino non fosse realmente necessario), e contro la tosse dei canili (senza che lo sapessimo né acconsentissimo).

Uno inizò a stare molto male da subito: letargia, tremori, diarrea, non mangiava né beveva e abbiamo scoperto, alcuni giorni dopo, che aveva un'insufficienza epatica e renale e mostrava sintomi molto simili alla leptospirosi. Le cure d'emergenza ci sono costate circa $8000. Proprio mentre cominciava a stare meglio a stavamo tirando un respiro di sollievo, anche l'altro cucciolo cominciò a stare molto male. Dopo numerosi test (incluso un prelievo spinale) è stata cnfermata la diagnosi di poliartrite, una malattia autoimmune che colpisce tipicamente i cani molto anziani. Per lei abbiamo speso $7000.

Noi siamo convinti che entrambe le reazioni siano la conseguenza diretta dei vaccini, ma il produttore dei farmaci sostiene che non possiamo dimostrarlo (anche se una di loro è stata male subito dopo l'iniezione). Il veterinario della compagnia farmaceutica ha detto che la malttia poteva essere la conseguenza di qualsiasi altra cosa, persino una "malattia che i medici non hanno ancora scoperto". Se queste non sono un sacco di stronzate, non so che cosa lo sia.

Ora abbiamo un veterinario che comprende i nostri bisogni e le nostre preoccupazioni. Se siete propriatari di animali che non hanno mai avuto un problema di questo genere e state valutando che scelta fare, siete stati davvero fortunati. Noi non abbiamo cominciato a fare i compiti a casa fino a quando il danno non era già stato fatto e i nostri cuccioli sono state le vittime della nostra ignoranza.

Catherine O'Driscoll    link scheda autore
(traduzione di Elena Grassi)

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