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Il rapporto evolutivo uomo-animale, parte 3

L'alimentazione del cane

Nella parte due di questa serie di articoli avevamo lasciato in sospeso uno dei bisogni essenziali del cane: ricevere un'alimentazione adeguata...

 

2. I bisogni essenziali

Nel regno animale, le principali forze evolutive sono la paura e la fame. Sono queste le forze che guidano l’istinto di auto-preservazione e che permettono il mantenimento della specie attraverso la selezione degli animali più abili.
Nell’accogliere gli animali con noi abbiamo innanzitutto la responsabilità basilare di “annullare” quelle che nel regno animale sono le fonti principali di paura:
- la paura di non trovare abbastanza cibo
- la paura di non essere al sicuro (...)

2.a Garantire un senso di sicurezzalink parte 2

2.b L'alimentazione del cane

Naturalmente, l’animale non è consapevole della qualità del cibo da noi fornito. Il cane, in particolare, tende a mangiare qualsiasi cosa gli proponiamo. Ma proprio perché esso, in quanto specie, si mette nelle nostre mani, è nostra responsabilità garantirgli una vita sana e il livello massimo possibile di vitalità.
Riguardo all’alimentazione, per i cani (esattamente come succede del resto per gli esseri umani) esistono molte scuole di pensiero. Se leggete dieci libri, anche di veterinari olistici, troverete probabilmente almeno dieci interpretazioni di quale sia l’alimentazione ideale per un cane. Quasi tutti aggiungono poi al loro “minestrone” un integratore muti-minerale e multi-vitaminico senza veramente spiegare il perché, probabilmente tanto per andar sicuri.
È abbastanza chiaro che il livello di consapevolezza alimentare dell’umano si rifletterà sul suo cane. Chi non si cura della propria alimentazione probabilmente farà lo stesso con quella del suo cane, e si accontenterà di dargli qualche manciata di crocchette economiche al giorno, senza chiedersi cosa contengano o se siano davvero nutrienti.
Personalmente ritengo che non vi sia un’alimentazione giusta e corretta per l’intero genere umano, ma che l’alimentazione ideale vari secondo le persone, non solo dal punto di vista fisico ma anche da quello evolutivo. Questo perché i cibi, oltre ad avere determinate caratteristiche nutrizionali sul piano strettamente fisico, hanno anche determinate caratteristiche vibrazionali che vanno quindi a nutrire diversamente i nostri corpi energetici. In parole povere, la qualità della vibrazione energetica di un pezzo di carne cruda è estremamente diversa da quella di una mela, e di conseguenza tali alimenti andranno a nutrire, a livello sottile (oltre che fisico), parti diverse di noi (o del nostro animale). Una persona che nutre pensieri negativi, distruttivi, separativi, difficilmente potrà sostenersi con un’alimentazione dall’aspetto vibrazionale molto sottile (esempio: fruttariana, ma probabilmente nemmeno vegana o vegetariana), ma sarà attratto da cibi energeticamente “pesanti”: carne, latticini, uova, alimenti a base di farine bianche e comunque elaborati e privi di vitalità. Teniamo conto che comunque tutti i cibi perdono la vitalità energetica (oltre alle vitamine e ad altri elementi nutritivi strettamente fisici) con la cottura e ancor più con la conservazione per lunghi periodi.
Così come uomini diversi si trovano a stadi evolutivi diversi (diversi! non migliori né peggiori!) e quindi hanno diverse esigenze, lo stesso vale anche per gli animali, e in particolare per il cane, anche se il cane ha una psiche decisamente meno complessa di quella umana. Tuttavia, è facile osservare spiccate differenze tra individui. Vi sono individui che conservano ancora un forte istinto predatorio e altri che lo hanno perso del tutto; alcuni che “stravedono” per l’essere umano e altri che tendono a essere più indipendenti; alcuni con una componente di aggressività ancora molto sviluppata, altri estremamente docili; alcuni con una forte competitività rispetto ad altri cani, altri che vanno d’accordo con tutti i loro simili, e così via. Tutti questi elementi sono variamente miscelati nel singolo individuo.
Potrà influire molto sulla scelta dell’alimentazione anche lo stile di vita dell’animale. Dare carne cruda a un cane che passa gran parte del suo tempo a dormicchiare sul divano appare un controsenso. Imporre una dieta vegetariana a un animale che invece svolga una vita molto attiva ed eserciti quotidianamente il proprio istinto predatorio sembra altrettanto un controsenso, a meno che questa scelta non venga interpretata come un aiuto graduale e soprattutto consapevole per assistere l’animale a lasciare andare il proprio istinto predatorio (che a quel punto andrà ulteriormente assistita riducendo per l’animale le opportunità di esercitare tale istinto, eventualmente sublimandolo attraverso il gioco, osservando con attenzione l’animale in modo da valutare fino a che punto è in grado di sostenere questa evoluzione senza riportarne eccessiva frustrazione).
Il cane può sicuramente vivere da vegetariano. Tuttavia, personalmente io do molto valore alla presenza di cibi crudi nella dieta, e spesso chi fa una scelta vegetariana o vegana per il proprio animale finisce per dargli quasi solo cibi cotti (cereali, legumi, tofu... o alcune crocchette che esistono in commercio). Ma, facendo delle ricerche, ho scoperto che c’è chi ci ha già pensato ed è riuscito a nutrire il proprio cane con legumi germogliati crudi tritati finemente, resi appetibili dall’aggiunta di altri ingredienti (cereali, lievito, noci e semi tritati o germogliati, frutta come le mele, le banane o gli avocado ben maturi...). È una strada che richiede un certo spirito di iniziativa, voglia di sperimentare, e capacità di osservare attentamente gli effetti della dieta sul nostro cane. Esistono in commercio alimenti pronti vegetariani o vegani. Personalmente sono contraria, in linea di massima, al cibo preconfezionato, in particolare quello secco, perché i trattamenti e la conservazione fanno sì che non possa essere considerato veramente cibo; ma vi si può ricorrere di tanto in tanto o magari miscelarlo con verdure fresche tritate o grattugiate finemente). Ogni umano consapevole dovrà sviluppare una sensibilità intuitiva verso le necessità del proprio quattrozampe e testare la dieta nella pratica: proporre un certo tipo di alimentazione per un certo periodo e vedere se l’animale sembra stare bene (non solo sul piano fisico; un’alimentazione sbagliata può dare irritabilità, eccitabilità, nervosismo o al, contrario, apaticità); provare a modificare qualcosa dell’alimentazione e vedere che cosa cambia nell’animale. Se il cane la gradisce e la digerisce bene, la frutta è un ottimo alimento per i cani e dare loro uno o più frutti al giorno permette di aumentare la percentuale di alimenti vivi nella dieta. Ricordate che il cambiamento della dieta deve comunque essere graduale.
Vorrei aggiungere solo qualche parola sull’alimentazione a base di carne cruda, visto che anche alcuni degli autori pubblicati da Impronte di luce la citano o la sostengono, per cui ritengo corretto esprimere la mia posizione in merito. In Italia questa tendenza non si è diffusa molto (o non ancora), ma negli Stati Uniti è diventata abbastanza popolare, soprattutto in reazione a diversi scandali verificatisi con gli alimenti preconfezionati per animali (con numerose vittime, purtroppo). Questo tipo di dieta viene anche detta “Raw meaty bones", o BARF (Bones and Raw Food): ossa carnose crude, o ossa e cibo crudo, ed esiste in varie versioni più o meno radicali. Alcuni escludono completamente i cereali e le verdure, altri escludono solo i cereali e così via. L’intento è quello di imitare l’alimentazione originaria del lupo: ossa e carne cruda (muscoli e interiora) con qualche vegetale che imiti il contenuto delle viscere della preda. Questa sarebbe l’alimentazione per cui il fisico del lupo/cane è adattato.
Personalmente sono una sostenitrice di un’alimentazione il più possibile cruda, in primo luogo per gli uomini, la cui fisiologia non è certo carnivora. A livello teorico non sarei quindi contraria alla carne cruda per i cani, che in origine era il loro cibo naturale. Tuttavia, qui entra in gioco il discorso evolutivo: il cane si sta allontanando dallo stile di vita selvatico per avvicinarsi a un diverso stile di vita e iniziare a sviluppare il suo corpo mentale e avvicinarsi al mondo umano, lasciandosi il più possibile alle spalle la paura e l’aggressività. Questo richiede cibi diversi, e l’introduzione di cereali e verdure è congruente con questo scopo. La sua struttura fisica e i suoi apparati fisiologici sono quelli di un carnivoro, che però, lo sappiamo, da quando vive accanto all’uomo (e quindi millenni) si è adattato, più del gatto, a mangiare un po’ di tutto (di fatto comunque il lupo stesso non è strettamente carnivoro come i felini; spesso integra la dieta con bacche e frutta). Questo, se anche non ha determinato variazioni nella conformazione e fisiologia degli organi digestivi, ha però determinato sicuramente una variazione della struttura energetica dell’animale a tutti i livelli. La mia sensazione è che, imporgli una dieta a base di sola carne cruda e ossa e poche verdure tritate, a imitazione di quello che mangiano i lupi, sia un po’ come ricacciare il cane indietro verso il suo passato selvatico, che egli sta facendo grandi sforzi per lasciarsi alle spalle, causandogli anche degli scompensi energetici. Questo tanto più se il cane vive in città e conduce una vita essenzialmente sedentaria, quindi totalmente diversa dall’originale vita selvatica (per non dire che anche le cosiddette “prede” che noi gli forniamo non assomigliano neanche lontanamente alle prede selvatiche). Se l’animale conduce una vita molto attiva, e magari passa molto tempo all’aperto anche col freddo, allora potrà avere più senso introdurre anche della carne cruda nella sua dieta, se questa è ben tollerata. Bisogna insomma usare il buon senso e non cadere da un estremo all’altro: fra le crocchette simili a polistirolo e una dieta di carne cruda esistono tante vie di mezzo molto più equilibrate tra le quali potremo trovare la soluzione ideale per il nostro animale, applicando sensibilità e intuito. Nella pratica, diversi cani hanno mostrato di non tollerare un’alimentazione a base di carne cruda, anche sul piano fisico, quindi comunque, se si decide di usarla, bisognerà provare a introdurla gradualmente e vedere che effetti ha. Va detto che dal punto di vista energetico, la carne cruda ha ancora attaccati i corpi sottili dell’animale che è stato ucciso, con tutto quello che ne consegue (la vitalità, ma anche le emozioni provate dall’animale al momento della morte). A mio parere, una breve cottura (2-3 minuti) permette di liberare la carne da questi aspetti energetici sgraditi. Evitare di cuocere a lungo permette di limitare lo sviluppo di tossine.
Se però il custode dell’animale si trova su un percorso di crescita spirituale ed è vegetariano o vegano per motivi etici, provare la strada vegetariana anche per il cane è la cosa più logica e permette di risparmiare sofferenza e vite animali. Consideriamo che gli animali vivono immersi nel nostro mondo emozionale. Se, nel preparargli la pappa, ci si contorce lo stomaco perché ci troviamo a maneggiare la carne, oppure, nell’aprire una scatoletta, la nostra mente non può fare a meno di correre a quegli animali che sono morti soffrendo per nutrire il nostro cane, assoceremo a quella pappa le nostre emozioni negative. Visto che nessun incontro avviene per caso, se il vostro cane è finito nella casa di un vegetariano, potrebbe essere pronto a diventarlo lui stesso. Provate a visualizzare dentro di voi le diverse opzioni e ad ascoltare quale di esse vi dà più gioia. La vostra scelta vi deve soddisfare a tutti i livelli: dovete sentirla in armonia con voi stessi e col vostro animale.
Impronte di luce ha in previsione di pubblicare dei testi sull’alimentazione vegetariana e vegana dei cani, e magari anche dei gatti. Ci vorrà solo un po’ di pazienza...

Elena Grassi    link scheda autore

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