homepage bottone homepage corsi online
Link Chi siamo Link altre attività link articoli e approfondimenti link affinità Link contatti
Link pagina Eventi ./ Link catalogo per collane Link pagina newsletter
Articoli

 

Shock al sistema

Recensione pubblicata dal sito Sardegna Sette (www.sardegnasette.eu) a luglio 2012

Catherine O’Driscoll è la fondatrice del Canine Health Concern, un’associazione che lotta contro l’ipervaccinazione degli animali e promuove la diffusione della ricerca indipendente e dell’informazione, che sono la base di una scelta libera e consapevole.

Nel libro pubblicato da Impronte di Luce, Shock al sistema!, C. O’Driscoll, partendo dai vaccini e dai protocolli di vaccinazione, mette in dubbio il modo in cui oggi affrontiamo il problema delle malattie e la loro prevenzione e, con esso, il sistema industriale, economico, medico e politico che sostiene lo status quo del mondo sanitario.

Già dalla lettura delle prime pagine del libro, un custode di animale non può fare a meno di porsi molte domande, e di stupirsi per non essersele mai poste prima.
- Se vaccinare comporta dei rischi, se le stesse multinazionali del farmaco ammettono nei propri manuali e nei foglietti illustrativi che i vaccini possono dare luogo a reazioni avverse, anche gravi, dallo stato infiammatorio, alle malattie autoimmuni, fino alla morte;
- se la copertura dalla malattia, che si vuole prevenire col vaccino, non è garantita al 100%;
- se le multinazionali del farmaco ammettono che: “l’immunocompetenza dell’animale può essere compromessa da diversi fattori fra cui scarse condizioni di salute, condizioni nutrizionali, fattori genetici, terapie farmacologiche concomitanti e stress”, la prima domanda che un custode di animali potrebbe porsi, sarebbe: “perché non sono stato informato? probabilmente avrei fatto vaccinare comunque il mio animale ma, avevo il diritto e avrei preferito ricevere queste informazioni”.

Solitamente i custodi degli animali non hanno la possibilità di accedere ai foglietti illustrativi o al materiale di ricerca che invece i veterinari possono leggere.
Questo fa si che i custodi di animali non siano messi in grado di fare scelte informate e consapevoli bensì solo di fare ciò che viene detto loro.
Per aiutare a fare chiarezza sulle reazioni avverse, l’autrice espone i risultati di studi scientifici in merito; inoltre elenca le descrizioni di tutte le patologie conosciute che possono essere indotte dai vaccini e mette in relazione una serie di dati raccolti da diversi veterinari nel corso della loro esperienza professionale, sulle patologie che hanno riscontrato sui propri pazienti dopo la somministrazione di vaccini.

O’Driscoll dà voce ai molti veterinari che oggi cominciano ad avvertire la necessità di un cambiamento.
In particolare si sofferma sull’esigenza di studi indipendenti per rendere i vaccini e il protocollo di vaccinazione più sicuri. A tale scopo riporta per esteso il testo di una lettera aperta di alcuni veterinari inglesi, pubblicata nel 2004 sul Veterinary Times, che intendeva portare all’attenzione dell’opinione pubblica il problema della rivaccinazione annuale; una lettera che da sola dà la misura dell’urgenza e dell’importanza del problema.
In essa, citando il rapporto annuale del Comitato dei Medici Veterinari Americani (AVMA), i veterinari inglesi firmatari, affermano che “la raccomandazione di rivaccinare annualmente, che si trova spesso scritta su molti foglietti illustrativi di diversi vaccini, è basata su un precedente storico e non su dati scientifici”.
Nella rivista ufficiale dell’AVMA del 1995 si afferma che: “ci sono prove che alcuni vaccini producano immunità oltre l’anno. In effetti, secondo le ricerche, non esiste alcuna prova che molte delle vaccinazioni annuali siano necessarie e la protezione, in molti casi, potrebbe durare per tutta la vita dell’animale”; e poi ancora: “La rivaccinazione dei pazienti con immunità sufficiente non migliora in maniera misurabile la loro resistenza alla malattia e potrebbe aumentare il rischio di eventi avversi post-vaccinazione”. Infine afferma che: “Gli eventi avversi possono essere associati con l’antigene, l’adiuvante, il vettore, i conservanti o la loro combinazione. Fra i possibili eventi

avversi vi sono: mancata immunizzazione, anafilassi, immunosoppressione, disordini autoimmuni, infezioni transitorie e/o condizioni a lungo termine di portatore infetto”.
Nella stessa lettera viene citato il rapporto della Task force sui vaccini dell’American Animal Hospital Association (AAHA), pubblicato nel 2003, che evidenzia: “le attuali conoscenze sostengono l’affermazione che nessun vaccino è sempre sicuro, nessun vaccino è sempre protettivo e nessun vaccino è sempre indicato”; “la memoria immunologica garantisce immunità, per le malattie infettive principali, che superano di gran lunga il tradizionale consiglio di rivaccinare annualmente. Questo fatto è sostenuto da un corpo crescente di informazioni veterinarie nonché da una ben sviluppata vigilanza epidemiologica in medicina umana, i quali indicano che l’immunità indotta dalla vaccinazione è estremamente durevole e, in molti casi, si estende per tutta la vita”.
La lettera si chiude con un appello dei veterinari firmatari alla loro professione affinché cessi la politica di rivaccinazione annuale; e ancora: “la politica, la tradizione o il benessere economico dei chirurghi veterinari e delle compagnie farmaceutiche non dovrebbero influenzare le decisioni mediche. E’ comunemente accettato che la visita annuale dell’animale sia consigliabile. Sottovalutiamo noi stessi, tuttavia, se agganciamo questo servizio essenziale sulle spalle della vaccinazione …”.

Se non esiste evidenza scientifica che sia necessaria la rivaccinazione annuale, la domanda successiva, che il lettore potrebbe porsi, sarebbe: “ma perché ogni anno devo portare il mio animale a rifare lo stesso vaccino, e ogni volta spendere del denaro perché gli venga inoculata una sostanza che non è strettamente necessaria ed è potenzialmente dannosa?”

Nell’ultima parte del libro, l’attenzione si sposta dai vaccini per estendersi a tutto il sistema sanitario vigente, ai farmaci, agli antiparassitari, al cibo industriale, alla ricerca che, sovvenzionata dalle multinazionali farmaceutiche, non ha interesse a esplorare certi argomenti, alla formazione della professione veterinaria che per fare un esempio, studia anche su testi pubblicati dalle multinazionali del farmaco.
Infine, l’autrice propone alternative ai vaccini, come il nosode omeopatico, propone diversi tipi di alimentazione non industriale e indica le terapie per sconfiggere lo stress degli animali e dei loro custodi, stress che, come detto all’inizio, le stesse multinazionali del farmaco affermano che può compromettere l’immunocompetenza.

Shock al sistema! è un libro prezioso, che spinge alla riflessione, a rivedere il nostro sistema di credenze, a porci sempre delle domande e a cercare tra le varie risposte la migliore possibile, a essere i primi artefici del nostro benessere e di quello dei nostri animali.
Un libro molto interessante, che si presta anche alla consultazione per le preziose informazioni tecniche che contiene.

 

Vai all'elenco degli articoli
Torna alla link homepage Torna in link alto