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Vaccini e problemi dermatologici nel cane

Articolo tratto dalla Newsletter di Canine Health Concern "CHC Update", inverno 2013

La dermatite atopica è una condizione ereditaria per la quale i cani reagiscono agli allergeni con una infiammazione della pelle. Appartiene a un gruppo di disturbi di tipo allergico che comprende sia le allergie e le intolleranze alimentari che la rinite allergica e l'asma. I cani, come specie, sembrano essere particolarmente portati alle dermatiti. Molti veterinari olistici riferiscono che le affezioni allergiche spesso scoppiano poco tempo dopo una vaccinazione; essi spesso attribuiscono i problemi dermatologici al miasma vaccinale (una condizione per la quale il danno vaccinale si trasmette da una generazione all'altra).

Negli anni '90, Canine Health Concern ha svolto in'indagine tra i cani per vedere se vi fosse una correlazione tra un recente episodio di vaccinazione e l'ìinsorgere di una malattia. I risultati di questa inchiesta, che coinvolse circa 4000 cani, sono pubblicati nel libro "Shock al sistema!". Scoprimmo, fra le altre cose, che, dei cani con problemi dermatologici, il 48,2% aveva cominciato a presentare il problema entro tre mesi da una vaccinazione. Questo dato permette di concludere che, a livello statistico, vi è il 99% di certezza che i vaccini possono scatenare problemi dermatologici.

Altre prove a sostegno di questa tesi provengono da due scienziati, ovvero Frick e Brooks (1), che hanno dimostrato che i cani geneticamente predisposti a sviluppare la dermatite atopica non sviluppavano però tale condizione ereditabile se esposti a un allergene prima di essere vaccinati. Sviluppavano invece la malattia quando esposti a un allergene dopo essere stati vaccinati.

Da questo possiamo dedurre l'ipotesi che gli individui (che siano uomini o animali) possono avere dei tratti genetici latenti, i quali possono rimanere dormienti fino a quando un elemento esterno – come ad esempio un vaccino – non scatena la predisposizione. Uno studio svolto sugli esseri umani ha dimostrato che tale patologia è cresciuta di due o tre volte in diffusione dagli anni 1970 ad oggi.

Studi che collegano i vaccini alla dermatite atopica

Diversi studi hanno collegato la dermatite atopica ai vaccini negli esseri umani, e in particolare ai vaccini contro morbillo, parotite e rosolia, all'infezione da morbillo, e all'iniezione BCG (tubercolosi) (2,3). Il virus del morbillo e quello del cimurro sono sostanzialmente lo stesso virus, quindi io propongo l'ipotesi che il virus del cimurro contenuto nei vaccini vivi modificati possa essere una causa della dermatite atopica canina.

Un altro studio (4) valuta il ruolo degli anticorpi IgE nella dermatite atopica e indica alcune reazioni post-vaccinali specifiche degli IgE al tossoide del tetano e della difterite, che possono determinare eventi avversi in casi di successive vaccinazioni o esposizioni a queste malattie. Questo fa riferimento al fatto che, nelle reazioni degli IgE, la prima esposizione a un allergene sensibilizza l'individuo, mentre la seconda esposizione causa una reazione allergica che può anche condurre alla morte.

Punti di vista contrastanti

Sfortunatamente, le prove non sono così chiare. Non esiste alcuna singola causa riconosciuta per la dermatite atopica, che è una definizione che viene attribuita a quelle che sono probabilmente più patologie diverse. Esistono molte teorie relativamente ai meccanismi che sottostanno alla patologia. Alcune ricerche in corso stanno studiando il ruolo svolto dalle mutazioni genetiche, da difetti delle cellule della pelle (5), dal sistema immunitario, dai microbi presenti sulla superficie della pelle (batteri, virus e lieviti) e dai fattori "ambientali".

Studi svolti sulle famiglie confermano una base genetica della dermatite atopica. Quando entrambi i genitori la presentano, la loro progenie ha il 70% di probabilità di svilupparla. La modalità di trasmissione genetica sembra essere complessa e probabilmente coinvolge diversi geni. Allo stato attuale, non è stato identificato alcun singolo gene quale marker della dermatite atopica o dell'atopia negli esseri umani. (6)

I virus sono parassiti che si inseriscono nei geni dell'ospite. Mi chiedo se qualche genetista abbia svolto indagini su un'associazione tra i virus di ceppo vaccinale e l'atopia ereditaria.

Lo stesso problema emerge negli studi riguardanti i cani. Non sono riuscita a trovare alcuna prova dell'esistenza di un chiaro marker genetico. Sembra piuttosto che una forte reazione degli IgE si verifichi solo in certe condizioni, come ad esempio la ripetuta e precoce esposizione a un allergene. Uno studio ha dimostrato che i cani che erano nati in aprile negli Stati Uniti avevano una maggiore incidenza dell'atopia, indicando una possibile connessione con la forte presenza di polline.

Nel corso di un tentativo di creare una colonia di cani affetti da dermatite atopica, solo 13 dei 72 cani che erano la progenie di pazienti con questa affezione svilupparono sintomi clinici della malattia. Questi cani avevano fra i 13 e i 24 mesi. Anche qui, non è stata trovata alcuna differenza dei livelli di IgE nel sangue tra cani clinicamente normali e cani con dermatite. Non è stato identificato alcun indicatore che potrebbe essere utilizzato per predirre lo sviluppo della dermatite atopica (7).

Tuttavia, esistono, nella dermatite atopica canina, altre risposte anticorpali diverse dagli IgE, che questo studio non ha preso in considerazione.

Sugli anticorpi

Spesso dietro alla dermatite vi sono allergie e intolleranze a cibi e sostanze inalate. Gli anticorpi sono proteine prodotte dalle cellule B che vengono utilizzate dal sistema immunitario per identificare e neutralizzare oggetti estranei come i batteri e i virus. Il problema, nell'atopia, è che il sistema immunitario riconosce come dannose delle proteine normali ed innocue.

Gli anticorpi IgM si trovano nella saliva; la loro presenza indica una prima linea di difesa contro un'infezione. Gli anticorpi IgA, anch'essi riscontrabili nella saliva, difendono dall'invasione da parte di patogeni inalati o ingeriti.

L'allergia alimentare è una risposta immunitaria IgE acuta, immediata e grave verso un certo cibo ingerito. Un esempio potrebbe essere l'allergia alle arachidi, dove l'individuo può morire se non ha dell'adrenalina a portata di mano.

La sensibilità e l'intolleranza agli alimenti si manifestano invece con sintomi lenti e cronici, come disturbi digestivi e dermatologici, e di norma sono correlate con la risposta immunitaria di tipo IgA e IgM.

Il corpo può anche erroneamente produrre anticorpi contro se stesso – auto-anticorpi – trattando organi e tessuti sani come invasori estranei. In questo caso si parla di malattia autoimmune.

Le allergie da sostanze inalate, nei cani, si manifestano con masticazione e leccamento delle zampe, mordicchiamento e grattamento, nonché infezioni recidive alle orecchie. I punti più pruriginosi sono i piedi, le zampe posteriori, l'inguine e le ascelle.

I sintomi dell'intolleranza o sensibilità agli alimenti possono essere: grattarsi le orecchie, scrollare la testa, leccarsi e mordicchiarsi le zampe posteriori, strofinare il muso sul tappeto, infiammazioni delle orecchie, prurito della pelle, tosse e, in rari casi, vomito, starnuti e diarrea. Le intolleranze possono anche causare hot spot e infezioni cutanee, così come fenomeni di aggressività e altri comportamenti imprevedibili, sia nei cani che nei gatti.

Il Manuale dell'industria farmaceutica Merck riferisce di una predisposizione familiare, per la quale un bambino che presenti immunodeficienze delle cellule B e/o T o che provenga da una famglia che le presenta, non dovrebbe essere vaccinato con vaccini a virus vivo per il rischio elevato di morte. Afferma la Merck: "Sintomi di deficienza delle cellule B sono allergie respiratorie o alimentari; sintomi di deficienza delle cellule di tipo T comprendono la patologie cardiache, mentre i sintomi di deficienza combinata delle cellule B e T comprendono dermatiti, deterioramento neurologico ed eczema".

Sebbene la Merck evidenzi la potenziale fatalità della somministrazione di vaccini agli individui immunocompromessi, alcuni studi concludono che la malattia virale è così terribile e le reazioni avverse ai vaccini talmente "rare", che dovremmo comunque vaccinare!

Le cellule T, fra l'altro, appartengono a un gruppo di globuli bianchi noto come linfociti. Questi svolgono un ruolo centrale nell'immunità cellulo-mediata. Esistono diversi tipi di cellule T, i quali svolgono una varietà di funzioni, inclusa la maturazione delle cellule B, la produzione di citochine che sostengono la risposta immunitaria, la distruzione di cellule tumorali, la prevenzione di malattie autoimmni, e conservare la memoria delle passate infezioni. Le deficienze di Th1 sono associate alle malattie autoimmuni e le deficienze di Th2 sono associate alle malattie atopiche.

AW Taylor, dell'univeristà di Leeds, ha scritto nella rivista Allergy: "L'asma, la tubercolosi, il cancro, l'encefalomielite mialgica e la sindrome da Guerra del Golfo sono tutti stati recentemente ricollegati a un cambiamento del profilo immunitario a favore delle cellule Th2. Questa situazione è stata associata alle vaccinazioni multiple somministrate alle truppe prima della Guerra del Golfo. L'incidenza dell'asma sta aumentando e così pure l'uso di vaccini polivalenti. Quando la pertosse viene combinata con la difterite e il tetano (la vaccinazione DTP. che nel Regno Unito viene somministrata a neonati di 8 settimane insieme all'Hib e, in alcuni casi, alla tubercolosi), si sviluppa la stessa deviazione immunitaria, ovverso una prevalenza di reattività Th2.

"Le vaccinazioni polivalenti agiscono sul delicato equilibrio tra Th1 e Th2, favorendo lo sviluppo dell'atopia e, forse, dell'auto-immunità, attraverso un'attivazione policlonale indotta da vaccino che porta alla produzione di anticorpi. L'aumento delle malattie atopiche infantili può essere atteso quale risultato di strategie vaccinali concomitanti che inducano una risposa immunitaria sbilanciata verso i Th2. CIò che si dovrebbe discutere è se l'obiettivo di una riduzione delle malattie infettive comuni attraverso una politica di vaccinazione di massa dalla nascita valga il prezzo di una più vasta diffusione dell'atopia" (10).

Forse questo è il motivo per cui alcuni proprietari di cani hanno notato degli effetti positivi nel rifiutare i vaccini polivalenti e somministrando le vaccinazioni contro cimurro e parvovirusi separatamente, a distanza di alcune settimane.

Immunodeficienza primaria e secondaria

L'immunodeficienza primaria è causata da difetti genetici o dello sviluppo. Tali difetti sono presenti alla nascita ma possono anche palesarsi più tardi nel corso della vita. Fra l'altro, esiste una correlazione tra ipotiroidismo e deficienza di IgA e IgM (ovvero, se il vostro cane ha problemi dermatologici, controllate il funzionamento della tiroide con un profilo completo degli anticorpi tiroidei).

L'immunodeficienza secondaria, o acquisita, è la perdita della funzione immunitaria quale risultato dell'esposizione ad agenti patologici, fattori ambientali, immunosoppressione o invecchiamento. I disturbi di tipo secondario si presentano in individui normalmente sani che soffrono di una malattia che indebolisce temporaneamente il sistema immunitario. Tutti questi fattori, eccetto l'invecchiamento, indicherebbero come causa potenziale i vaccini, in quanto questi contengono agenti patologici, causano immunosoppressione, e sono "fattori ambientali". Sarebbe quindi possibile un'infiammazione dermatologica in cani non atopici dopo una vaccinazione.

Le infezioni da batteri, da virus (e presumibilmente anche i vaccini che contengono batteri e virus), da protozoi, da vermi e da funghi possono a loro volta portare a deficienza delle cellule B e T.

Patologie dermatologiche più gravi indotte da vaccini

La Merck ci dice anche che il siero (contenuto nei vaccini) può causare reazioni di ipersensibilità di tipo III, compresa una grave patologia infiammatoria della pelle che comporta lesioni topiche dolorose che portano alla necrosi dei tessuti (morte delle cellule) nonché danni vascolari diffusi (ai vasi sanguigni).

Questo mi ricorda di Spangler, il golden retriever la cui pelle cominciò a spaccarsi e morire poco dopo una vaccinazione. Il produttore del vaccino, naturalmente, negò ogni possibile connessione, anche se il laboratorio indipendente che analizzò il caso dichiarò che "non era possibile escludere una connessione". Potete leggere l'intera storia di Spangler su: http://www.canine-health-concern.org/uk/Vaccines%202.pdf. Sfortunatamente, la pelle di Spangler era talmente danneggiata, e lui soffriva talmente, che fu necessario ricorrere all'eutanasia.

Cibo nei vaccini

Un'allergia alimentare viene definita come una reazione avversa a una proteina alimentare. I vaccini, per via dei loro metodi di fabbricazione, contengono molte proteine "estranee", compreso il siero animale, di solito sotto forma di derivati del sangue bovino. Il professor Larry Glickman, che ho spesso citato in relazione allo studio sulle vaccinazioni condotto dalla Purdue University, ha riconosciuto che gli auto-anticorpi che i cani del suo studio sviluppavano dopo le vaccinazioni nei confronti di un'ampia gamma delle sostanze biochimiche del proprio corpo, erano probabilmente da imputare al fatto che il corpo del cane scambiava le proprie sostanze biochimiche per il siero bovino contenuto nel vaccino, il quale viene iniettato direttamente nel flusso sanguigno.

Inoltre, alcune proteine o frammenti di proteine ingeriti per via orale diventano resistenti alla digestione, e quelle che non vengono scisse durante il processo digestivo vengono etichettate dagli anticorpi IgE. Queste etichette inducono il sistema immunitario e ritenere che queste proteine siano dannose. Le reazioni allergiche o di ipersensibilità alle proteine comprendono dermatiti, disturbi gastrointestinali e respiratori, e a volte anche reazioni anafilattiche potenzialmente letali che richiedono un immediato intervento di emergenza per evitare la morte. Più avanti discuterò del ruolo del processo digestivo in relazione all'atopia.

Oltre che contenere siero bovino, molti vaccini vengono coltivati sulle uova o su parti del corpo di diverse specie. Alcuni vaccini contengono olio di arachidi. Non ho dubbi che l'aumento di allergie a latticini, uova e arachidi in campo umano potrebbe avere qualcosa a che fare con i programmi vaccinali. L'albumina delle uova viene uitlizzata nei laboratori per indurre anafilassi ed è stata individuata una chiara correlazione tra allergia alle arachidi e vaccinazioni. L'inserimento di alimenti nei vaccini potrebbe anche spiegare perché i cani oggi stanno diventando allergici alle diete proteiche carnivore che rappresenterebbero la loro dieta originaria. Questi alimenti vengono iniettati direttamente nel flusso sanguigno, dove il sistema immunitario li riconosce come invasori. Vi sorprenderebbe sapere che gli oli di germe di grano, mais e soia sono a loro volta contenuti nei vaccini e che le allergie a frumento, mais e soia stanno crescendo?

La scienza è consapevole di questo problema già da molti anni. Nel 1901, lo scienziato francese Charles Richel coniò la parola anafilassi per designare la sensibilità sviluppata da un organismo dopo aver ricevuto un'iniezione di una proteina o tossina. Nel 1838, il fisiologo francese Francois Magendie, ricreò sintomi di tipo allergico negli animali, scoprendo che gli animali semsibilizzati all'albume dell'uovo tramite iniezione morivano dopo una seconda iniezione. Brandt e colleghi indussero un'allergia alle uova di pollo in un gruppo di topi iniettando loro proteine delle uova.

La professoressa Tara Shirakawa ha pubblicato i risultati di uno studio giapponese svolto su 867 neonati cui era stato inculato il vaccino BCG. Il trentasei percento sviluppò delle allergie. Il numero di casi di tubercolosi nella provincia non aumentò; crebbe invece l'incidenza delle allergie gravi (Science, vol. 275, 3 Jan. 1997).

Uno studio pubblicato in Pediatric Allergy & Immunology (19 (1): 45-52, Febbraio 2008), ha studiato il potenziale fattore causale nello sviluppo di malattie atopiche dovute all'effetto del vaccino per la pertosse su specifici anticorpi IgE. Tutte le associazioni tra vaccinazione e disturbi atopici sono risultate positive. Lo studio conclude: "L'allergia alle uova è comune, in particolare nei bambini con asma o allergie generali, e potrebbe raggiungere anche il 40% dei casi nei bambini con dermatite atopica. Il rischio di allergie correlate alle uova dopo la vaccinazione dipende dalla presenza di proteine delle uova nel prodotto finale".

Vale la pena di notare che la proteina glutammato viene aggiunta ai vaccini per conservare il virus in essi contenuto. Carne, pesce, uova, latte e formaggio tendono ad avere un elevato contenuto di tale proteina. Studi svolti su animali hanno dimostrato che alti livelli di acido glutammico causano danni a parti del cervello che non sono protette dalla barriera sangue-cervello, portando a tutta una serie di malattie croniche (11). Vaccini e permeabilità della barriera sangue-cervello; vaccini e danni cerebrali... beh, questa è un'altra storia....

Reazioni allergiche acutizzate dall'alluminio contenuto nei vaccini

La rivista Allergy 1978, Jun; 33(3):155-9, riporta che il fosfato di alluminio, nelle cavie, stimola la risposta delle IgE al tossoide del tetano. "Si ipotizza che l'applicazione regolare di vaccini che contengono composti di alluminio possa essere uno dei fattori che conducono all'incremento di malattie allegiche osservato".

In Pediatric Allergy Immunol 1994 May; 5(2):118-23, il ruolo dell'alluminio nella reazione delle IgG e IgE alla tossina della pertosse, nonché i suoi effetti collaterali, sono stati studiati in 49 bambini con condizione nota di atopia. L'aggiunta di allumino al vaccino anti-pertosse risultò associata a una forte reazione degli anticorpi IgG e una ancora più forte degli IgE. Lo studio conclude che il ruolo delle immunizzazioni nello sviluppo delle allergie merita ulteriori ricerche.

La teoria dell'igiene

C'è un'altra teoria che è necessario considerare in relazione alla dermatite atopica. Gli scienziati hanno scoperto una correlazione tra lo stile di vita igienista occidentale e l'aumento delle atopie. Esiste anche una correlazione negativa tra la presenza di parassitosi intestinali e l'atopia (12). In sostanza, l'incidenza delle atopie nei bambini è inferiore se questi presentano un'infestazione da vermi o sono stati esposti ad essa.

La d.ssa Viera Scheibner, acuta ricercatrice nel campo dei vaccini, ha scoperto che i bambini vaccinati sono più propensi a sviluppare cancro e leucemia rispetto ai bambini che hanno avuto malattie infettive. In uno studio, è risultata una correlazione negativa tra l'infezione da morbillo e l'allergia agli acari della polvere (13), a sostegno dell'ipotesi che i virus hanno un ruolo protettivo e che l'uso del buon senso e di un allevamento appropriato è la migliore difesa contro le malattie virali (permettendo all'individuo di sviluppare una forte risposta immunitaria e sopravvivere all'infezione).

L'uso degli antibiotici a largo spettro sembra incrementare il rischio di atopia (11,12). Gli individui atopici sono anche più propensi alle infezioni da lieviti; questo si fa risalire, in parte, al ridotto funzionamento degli anticorpi; è stata suggerita la definizione di "sistema immunitario pigro" (14). Anche i lieviti vengono utilizzati nei vaccini. Inoltre, uno squilibrio della flora batterica intestinale e la carenza di enzimi nella dieta (gli enzimi si trovano solo nei cibi crudi) svolgono un ruolo nell'atopia e conducono a una crescita eccessiva dei lieviti.

Si potrebbe ipotizzare che un'infezione da lieviti della madre possa rappresentare un elevato rischio di atopia per i cuccioli e che gli allevatori e i nuovi proprietari dei cuccioli dovrebbero prestare attenzione alla eccessiva crescita dei lieviti e sapere come affrontarla con prontezza. Come affermato prima, le infezioni batteriche e fungine possono portare a immunodeficienze delle cellule B e T.

Sembra chiaro che lo stile occidentale nell'allevamento degli animali, così fortemente basato su alimenti raffinati, vaccini, sverminatori e antibiotici, non solo predispone ad allergie alimentari e respiratorie e alle dermatiti, ma anche a malattie autoimmuni molto più gravi. I vaccini non solo deviano la risposta immunitaria ma, prevenendo le infezioni, impediscono al sistema immunitario di raggiungere l'omeostasi.

Nota: La d.ssa Jean Dodds ha sviluppato uno strumento diagnostico che utilizza la saliva per diagnosticare sensibilità e intolleranze alimentari. Vedere http://www.hemopet.org/

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Riferimenti bibliografici:

1. Frick OL, Bruce DL, Immoglobulin E antibodies to pollens augmented in dogs by virus vaccines. Am J Vet Res 44:440, 1981.

2. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/14690341

3. http://www.escholar.manchester.ac.uk/uk-ac-manscw:104044 AD exacerbated by BCG vaccine

4. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2998561/

5. http://www.copsac.com/userfiles/sites/copsac.com/files/Palmer_2006_Nat-Genet_38_441.pdf

6. http://www.clevelandclinicmeded.com/medicalpubs/diseasemanagement/dermatology/atopic-dermatitis/

7. http://www.sciencedirect.com/science/articles/pii/S0165242701002975

8. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15925836

9. http://pathmicro.med.sc.edu/ghaffar/immunodef2000.htm

10. http://vran,org/health-risks/anaphylaxis-allergies-and-asthma/multiple-vaccination-effects-on-atopy/

11. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15167034

12. http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21576944

13. http.//www.foodsmatter.com/natural_medicine_comp_therapies/helminthic_therapy/research/hygiene_hypothesis_and_atopy.pdf

14. http://journals.lww.com/jpgn/Fulltext/2004/04000/Fecal_Microflora-In_Healthy_infants_Born_by.4.aspx

 

 

Catherine O'Driscoll    link scheda autore
(Traduzione di Elena Grassi)

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