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Scheda libro

 

Shock al sistema

i fatti sulle vaccinazioni, i mangimi per cani e gatti, e come mantenere in salute i nostri amici a quattro zampe

copertina Shock al sistema

Collana: amore in azione - Vol. 2


Autore: Catherine O'Driscoll
link scheda autore

Formato: 14x21cm
Nr. pagine: 380
Legatura: brossura

Codice ISBN: 978-88-95946-10-8
Data di pubblicazione: aprile 2011

Prezzo: € 17,50

 

 

Dal retrocopertina

Quale shock e quale sistema? Lo shock causato dai vaccini al sistema immunitario, in primo luogo. Ma ci sono altri sistemi; per esempio il sistema industriale, economico, medico, politico-governativo che sostiene l’attuale stato delle cose nel mondo sanitario. E il sistema di credenze di ogni singolo lettore che si trova di fronte a delle scelte.
Questo non è semplicemente un libro sui vaccini. Catherine O’Driscoll, partendo dalla questione vaccini, ci porta in un viaggio attraverso il modo in cui oggi affrontiamo la questione della salute e della prevenzione. Ma va anche a scavare nelle cause delle malattie: il cibo, i prodotti chimici che usiamo quotidianamente per “proteggere” i nostri animali. E va ancora oltre, alla ricerca delle cause più profonde delle malattie dei nostri amici a quattro zampe, portandoci a scoprire che spesso quelle cause risiedono proprio in noi stessi, nel nostro mondo emozionale, nelle nostre tensioni, ansie, paure, che i nostri animali assorbono.
Un libro straordinario che, inaspettatamente, partendo da qualcosa di concreto e tecnico come i vaccini, ci porta a capire che, imparando a guardare nel profondo di noi stessi, possiamo arrivare a creare un mondo migliore per tutti e, incredibilmente, a trovare la risposta anche riguardo alla domanda: devo vaccinare o no? Perché la risposta, pur “condita” di tutte le conoscenze che possiamo acquisire (e che il libro non manca certo di fornire), in realtà, ci dice l’autrice, sta dentro di noi.

Alcune citazioni dal testo:

(...) Le associazioni britanniche dei veterinari a loro volta concordarono che la vaccinazione annuale era una buona cosa, e continuarono a promuovere i richiami annuali per cani e gatti.
Questo nonostante il fatto che, nel luglio 2000, la Commissione sugli agenti biologici e terapeutici (COBTA) della American Veterinary Medical Association avesse annunciato:

  • Quando si somministra un richiamo annuale con vaccino vivo attenuato a un animale adulto precedentemente vaccinato, non si ottiene alcuna protezione aggiuntiva. Per determinare una risposta, i vaccini a virus vivo attenuato dipendono dalla replicazione del virus. Gli anticorpi dovuti alle precedenti vaccinazioni non permettono al nuovo virus di replicarsi. Il titolo anticorpale non viene significativamente aumentato e la popolazione delle cellule di memoria non si espande. Non si ottiene alcuna protezione aggiuntiva.
  • Non esistono dati scientifici a sostegno delle indicazioni di risomministrazione annuale di vaccini a virus vivo attenuato.
  • I vaccini non sono innocui. Gli effetti collaterali indesiderati e gli eventi avversi possono essere minimizzati evitando le vaccinazioni non necessarie.

Questi pronunciamenti sono stati fatti in seguito alla pubblicazione di diversi studi che dimostrano che i vaccini virali garantiscono l’immunità per anni, o anche per l’intera vita. Oltre a ciò, – per tradurre quanto sopra – è stato dimostrato che i vaccini a virus vivo attenuato (MLV) non hanno alcun effetto se un animale ha già sviluppato anticorpi verso i virus contro cui viene rivaccinato. Gli anticorpi semplicemente combattono il vaccino, rendendolo incapace di ottenere un qualsiasi effetto positivo. Inoltre, i vaccini non sono innocui.
Vorrei sottolineare ciò che viene affermato qui, perché i tre punti sopra esposti sono molto semplici e molto importanti.
Non è necessario vaccinare i propri cani, gatti, cavalli o conigli contro malattie virali ogni anno, perché questo non determina alcun vantaggio e potrebbe potenzialmente danneggiarli.

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È quindi comunemente accettato, fra le professioni che si occupano della salute, che l’industria sovvenzioni la ricerca, e si tende a pensare che senza tali sovvenzioni, non verrebbe fatto quasi nulla. Il problema è, secondo la mia umile e onesta opinione, che questo significa anche che dobbiamo chiederci se la ricerca possa essere accettata così come ci viene proposta. Non saremmo obbligati a porci questa domanda se la ricerca fosse davvero indipendente.

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Nel presentare queste informazioni, deliberatamente dipingo un quadro fosco sui vaccini, perché sono convinta che bisogna ristabilire un equilibrio. Coloro che sono a favore delle vaccinazioni ribatteranno che le reazioni ai vaccini sono molto rare. Coloro fra noi che decidono di non vaccinare (e siamo un numero significativo) credono che le reazioni ai vaccini non siano rare, bensì comuni e scarsamente riconosciute per ciò che sono. Inoltre, dato che i proprietari di animali il più delle volte ricevono l’opinione del proprio veterinario, e dato che la professione veterinaria è stata formata dal sistema che si è venuto a creare, la maggior parte di noi che amiamo e vogliamo prenderci cura dei nostri animali, non ha mai l’opportunità di osservare l’intero quadro della questione.
La giuria, dunque, non ha ancora emesso il verdetto su quanto comuni siano queste reazioni. Inoltre, nessuno sa se proprio il vostro amato animale sia destinato a essere uno di questi “rari” casi di reazione. Spetta a voi leggere le prove riportate qui e quelle presentate dai propugnatori delle vaccinazioni, in modo da poter fare una scelta informata sulla prevenzione sanitaria per i vostri animali. Non prendete decisioni basate sulla paura. Prendete decisioni basate sulla conoscenza e sulla comprensione. E, per favore, non fate una qualsiasi cosa solo perché ve l’ha detto qualcuno.

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Per molti anni, è stato detto ai proprietari di cani e gatti che è necessario vaccinare i loro animali tutti gli anni. I proprietari “responsabili” dunque, portano ogni anno i loro animali a fare il richiamo. (...)

E se i vaccini per animali – esattamente come i vaccini per bambini – garantissero protezione per anni o per la vita? E se stessimo spendendo inutilmente i nostri soldi o, peggio, se stessimo facendo ammalare i nostri animali, invece che proteggerli?
Negli anni ’90, mentre investigavo sui danni causati dai vaccini, ho scoperto che non c’è in realtà alcun bisogno di vaccinare i nostri animali ogni anno. Peggio ancora: i vaccini stanno di fatto causando gravi malattie debilitanti nei nostri animali e, in molti casi, li stanno di fatto uccidendo.
Naturalmente, venni definita irresponsabile e arrogante per aver detto queste cose. Tuttavia, stavo citando un eminente scienziato che risponde al nome di Ronald D. Schultz, il quale, già negli anni ’90, aveva detto che:

Una volta che un animale è immune a una malattia virale, è immune per diversi anni o per tutta la vita.

La comunità scientifica non ha fatto molto caso al dr. Schultz, il quale, fra l’altro, è a capo del dipartimento di patobiologia dell’Università del Winsconsin. Ma nel 2003, successe qualcosa di importante. La professione veterinaria, in America, annunciò pubblicamente che la vaccinazione annuale non era necessaria e nemmeno priva di rischi. Il Comitato sugli Agenti Biologici e Terapeutici (COBTA) dell’Associazione Americana dei Medici Veterinari (AVMA) ha convenuto quanto segue, e lo ha dichiarato pubblicamente:

  • Somministrando una vaccinazione annuale di richiamo con un vaccino a virus vivo attenuato (MLV) (per esempio cimurro, parvovirus o panleucopenia felina) a un animale adulto precedentemente vaccinato non si ottiene alcuna protezione aggiuntiva.
  • Per ottenere una reazione, i vaccini MLV dipendono dalla replicazione del virus. Gli anticorpi presenti nel corpo per via di precedenti vaccinazioni non permettono al nuovo virus di replicarsi.
  • I titoli anticorpali non vengono aumentati in maniera significativa, la popolazione delle cellule di memoria non si espande. Non si ottiene alcuna protezione aggiuntiva.
  • Non esistono dati scientifici a supporto dell’indicazione contenuta su alcuni foglietti illustrativi di somministrare i vaccini MLV annualmente.
    I vaccini non sono innocui.
  • Gli effetti collaterali indesiderati e gli eventi avversi possono essere minimizzati evitando le vaccinazioni superflue.

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Forse quelle nuove fialette da spremere fra le scapole potrebbero fare al caso nostro? Le conoscete, vero? Proteggono il cane dalle reinfestazioni per un periodo fino a quattro settimane. Una di queste, elencata nel Compendio, contiene permetrina. Così ho cercato la permetrina nell’altro libro, e l’OMS la definisce «difficilmente pericolosa se utilizzata normalmente». Meno male! Ma la Food and Drug Administration degli Stati Uniti indica la permetrina come possibile carcinogenico.
Per stare tranquilli, i produttori suggeriscono (nel Compendio) di non permettere al cane di entrare in acqua per dodici ore dopo il trattamento, perché il prodotto è «estremamente pericoloso per i pesci». Le persone non dovrebbero toccare l’area trattata dell’animale per un periodo di tre-sei ore, e ai cani trattati non dovrebbe essere permesso di dormire con le persone, in particolare i bambini.
Quindi non dobbiamo farlo finire sulla nostra pelle e nemmeno nei corsi d’acqua, o lasciare che i nostri bambini gli si avvicinino, ma invece va bene che il nostro cane lo abbia dentro il proprio corpo «fino a quattro settimane»… Anzi, uccide le pulci per un periodo fino a quattro settimane, ma non sappiamo per quanto tempo rimanga nel corpo del cane.

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E noi? Qual è il nostro ruolo in tutto questo, come clienti? Non è anche responsabilità nostra presumere che le autorità incaricate della regolamentazione non siano sempre sul posto ogni volta, a controllare cosa sta succedendo, senza falle? Non spetta a noi discriminare fra veterinari e medici cui ci rivolgiamo per avere un consiglio? Oppure, crogiolandoci nella falsa sicurezza offerta da questi sistemi, stiamo facendo supposizioni errate sulla sicurezza? Stiamo forse acconsentendo a essere privati del nostro potere, solo perché qualcun altro ha delle qualifiche dopo il proprio il nome, oppure fa parte di un’altisonante commissione (ed è stato selezionato per far parte di quella commissione proprio perché condivide il sistema di credenze della commissione stessa)?
In precedenza abbiamo citato casi di commissioni governative composte da persone che hanno legami finanziari con le compagnie dai cui prodotti dovrebbero difenderci. Questo succede in tutto il mondo. Esistono leggi e procedure pensate per prevenire errori determinati proprio da questo stato di cose, ma in generale, nella mia esperienza, essendomi interessata di molte di queste questioni direttamente a livello governativo, posso dire che esse vengono ignorate o trascurate. L’influenza commerciale viene accettata; è una legge di realtà.

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La scienza della psiconeuroimmunologia dimostra che le emozioni e il sistema immunitario sono completamente collegati l’uno con l’altro. Come questa scienza sempre più dimostra, ciò che pensiamo influisce su ciò che proviamo (le nostre emozioni) e ciò che proviamo influisce sui nostri corpi fisici. Io sospetto che un giorno verranno condotte ricerche per dimostrare che gli animali che soffrono di malattie immuno-mediate, più spesso che no vivono in famiglie dove gli esseri umani soffrono di alti livelli di stress, e dove, in particolare, vi è un forte legame tra l’umano stressato e il suo animale.

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La mia esperienza personale con l’utilizzo della Tecnica di Liberazione Emozionale – una tecnica di guarigione simile all’agopuntura, ma senza aghi, che tratta le cause emozionali che stanno alla base delle malattie – ha dimostrato in molti casi che i problemi comportamentali nei nostri amici animali possono essere alleviati o persino eliminati incoraggiando il proprietario a utilizzare la tecnica per le proprie problematiche emozionali. Un esempio è quello di un King Charles spaniel che era aggressivo con gli altri cani. Quando la proprietaria lavorò sulla paura che il proprio cane venisse attaccato, l’aggressività dello spaniel sparì. In modo simile, quando un’altra signora usò la tecnica per alleviare la propria paura degli estranei, il suo cane smise di ringhiare a tutti gli estranei che gli si avvicinavano al parco. Gli animali sembrano rispecchiare i loro proprietari.

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Io penso invece che dobbiamo riflettere attentamente su un’affermazione che qualcuno fece, parlando con me, alcuni anni fa: «Gli animali si sono occupati dell’evoluzione umana fin dall’inizio dei tempi». Io credo che sia per loro una grande gioia aiutarci sul nostro percorso.

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Se lasciate andare tutte quelle false verità limitanti in cui credete relativamente a voi stessi in relazione agli altri, allora tutte le abilità che avete dentro di voi, tutte le cose che volevate fare ma vi siete trattenuti dal fare, verranno a galla. Liberandoci delle convinzioni relative a chi non siamo, saremo in grado di abbracciare ciò che siamo, e di avere maggiore fiducia in noi stessi.

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Ciascuno di noi ha in sé una capacità d’intuizione, o una conoscenza interiore, e questo è il momento buono per provare a usarla. Una volta che avrete imparato a usarla, allora la vita diventerà notevolmente più gioiosa per voi, e molto meno stressante. Avrete anche minori probabilità di fare errori basandovi sul sistema di credenze erroneo di qualcun altro. Naturalmente, ascoltate tutti i punti di vista; ma prendete la vostra decisione autonoma.

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Abbiamo bisogno di persone che escano fuori dall’illusione, dalla conoscenza prefabbricata, e provino un’altra strada. Dobbiamo tenerci mano nella mano mentre camminiamo verso l’orlo della scogliera e scopriamo che possiamo volare.
Questo è ciò che gli animali sono venuti a insegnarci; essi non vorrebbero altro che noi tramutassimo il loro dolore in oro.

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Recensioni:

recensione del libro apparsa sul sito Sardegna Sette

 

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